L'Aquila, la commozione di Tinari
eletto presidente del Consiglio
I richiami all'unità, alla Croce
e il ricordo di Porto e Vittorini

di Stefano Dascoli
L'AQUILA - Nessuna sorpresa: alla terza votazione, la prima utile a maggioranza assoluta, Roberto Tinari è stato eletto presidente del Consiglio comunale. Per lui 21 voti (tutti quelli della maggioranza), a fronte di 11 bianche e una nulla. L'elezione è stata salutata, al 17esimo voto scrutinato, da un lungo applauso. Lui, Tinari, ha tenuto un breve discorso nel corso del quale si è commosso in più occasioni.

"Cari cittadini, grazie - ha esordito Tinari - Con grande emozione ringrazio chi mi ha dato la possibilità di ricoprire l'incarico di presidentre del consiglio. Ringrazio voi per la fiducia e la stima, e i cittadini che con il loro voto mi hanno concesso il privilegio di sedere in questa assise, certi della rettitudine e dell'integrità morale che ha caratterizzato e continuerà a caratterizzare il mio operato. Il presidente è figura posta a garanzia dell'attività dell’intero consigio. Il mio operato sarà  neutrale, a garanzia dell'equilibrio di espressione tra maggioranza e opposizione, del contraddittorio nel rispetto dei singoli, dei regolamenti e della legislazione e soprattutto nel rispetto sovrano della mia città, L’Aquila, con i criteri di imparzialità e legalità che da sempre contraddistinguono la mia persona, tutelando la dignità del ruolo di consiglieri. Ricordiamoci sempre che i nemici non sono in questa aula, non potranno mai esserci. Gli aquilani dovranno tornare protagonisti dei lavori di questo consiglio. Tutti, nessuno escluso. Con trasparenza e partecipazione, ascolto dei giovani, degli ultimi, di chi non ha voce (qui Tinari si è commosso, ndr). Ho capito che significa essere ultimi molte volte. I cittadini e i loro interessi saranno il fulcro attorno a  cui ruoterà tutto l’operato, con lungimiranza, capacità, intelligenza. Sarò al vostro fianco. Con voi e tra voi. Non ci sarà spazio solo per chi è mosso da cattive abitudini. La politica è servizio, non essere serviti dalla gente o dalla politica. La sfida è guardare al futuro, non c’è piu tempo. Fare oggi ciò che si pensa di fare domani. In questa città ognuno dovrà avere il giusto posto. Non occorrono super uomini, ma persone normali. Che amano la città, che si mettono a disposizione. Nessuno deve sentirsi escluso. Tutti devono dare il giusto apporto. La città è fortificata dal dolore del post terremoto, insieme saremo piu forti di prima. Dobbiamo restituire dignità alla città, la verità che gli è dovuta. Troppi genitori attendono ancora una  sacrosanta risposta dalla giustizia. Abbracciate i sogni giovani, non abbiate paura, non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Siate liberi e responsabili. Mai servi. Non si scende mai dalla Croce. (appena eletto Tinari si è fatto il segno della croce sotto al Crocefisso, riposizionato in aula, ndr)". Sul finire del discorso Tinari ha ricordato Claudio Porto, "che prima degli altri aveva compreso il senso alto e vero della politica aquilana, in mezzo alla gente, tra gli ultimi" e a Stefano Vittorini. Infine il presidente ha rivolto un saluto alla madre. "Con l'aiuto di Dio ricostruiremo una città più forte". 
Eletti anche i vice presidenti: Ersilia Lancia (Fratelli d'Italia) e Angelo Mancini (L'Aquila sicurezza lavoro). 

Il sindaco Pierluigi Biondi ha poi giurato fedeltà alla Repubblica e alle leggi, salutato da un lunghissimo applauso proveniente dai banchi dell'aula ma anche dal foltissimo pubblico che ha assistito alla seduta. 

“Questa fascia la indosso io - ha detto Biondi -, ma la portiamo tutti assieme. Ne dobbiamo sentire il peso e la responsabilità che comporta. Il peso delle lacrime degli aquilani, del dolore, ma anche della tenacia e della speranza. Su questa fascia grava il peso del sacrificio dei nostri padri e del futuro dei nostri figli. Richiamo l’intera assise ad assumere questo ruolo, a capire anche di più che qui fuori ci sono migliaia di aquilana che ci hanno conferito il mandato di amministrarli bene, ma anche di rinsaldare il legame tra amministratori e amministrati, di alimentare fuoco della speranza e della fiducia. Non è più tempo di divisioni e polemiche, è tempo del lavoro, della passione, dell’abnegazione, di ridare un sorriso ai tanti aquilani che hanno grandissime aspettative rispetto al futuro di questa amministrazione. Faccio appello alla maggioranza per sostenere, nel confronto, il lavoro della giunta. Mi appello anche ai gruppi di opposizione, affinché collaborino nel rispetto dei ruoli. Ringrazio le donne, mai così presenti nel Consiglio comunale, affinché mettano la loro delicatezza, la loro sensibilità, la loro passione, nel delicato ufficio dell’amministrazione. Faccio un appello ai giovani, affinché non tradiscano mai lo spirito con cui hanno intrapreso la loro avventura. Faccio appello ai veterani, affinché supportino i giovani con le loro conoscenze. Ringrazio funzionari e dirigenti: dovranno collaborare con noi, al servizio della città e non della politica, con la stessa determinazione e imparzialità che dovrà contraddistinguere il lavoro di noi amministratori. Faccio appello ai cittadini, affinché supportino questo sforzo e siano giudici inflessibili del nostro operato ma anche suggeritori. A loro assicuro che lavoreremo nell’unico interesse della città: metteremo da parte le bandiere dei partiti e alzeremo quello neroverdi. Ascolteremo i non garantiti, delle famiglie che fanno fatica e che devono trovare in noi equità e giustizia. Non dimentichiamo perché siamo stati eletti: chi è forte si garantisce da solo, a chi è debole dovremo pensare noi. Lavoreremo con trasparenza e onestà (qui Biondi si commuove, salutato da un applauso, ndr). L’insegnamento di Cerulli, onestà e libertà. Questo è il Tempio civile della città, e il tempio è sacro perché non è in vendita”. Biondi ha poi presentato la giunta. 

Poi ha preso la parola Americo Di Benedetto: “E’ emozionate anche per me. E’ opportuno e giusto portare qui il pensiero di un gruppo di persone che hanno ricevuto mandato preciso. Nella sconfitta esce la prova di resistenza del vero di carattere delle persone. Sarà un ruolo non corporativo, ma non sarà consociativo. Sarà quello che ci hanno assegnato, di garanzia, impegno e attenzione. Ci saranno momenti importanti. Dovremo saperli cogliere se non ci faremo distrarre dalle contrapposizioni. In alcuni momenti ci sarà l’esigenza di essere fermi. Io credo che si apre una nuova fase, importante, che ci metterà all’attenzione della fase regionale e nazionale. Non lasciamo l’attenzione alle prospettive del singolo, ma ai cittadini, per garantire un futuro sereno. Con garbo e fermezza”. 

 
 
 
Venerd├Č 14 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:40

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