Reati, Pescara al top per usura e frodi informatiche

di Stefano Dascoli
Meno reati, in Abruzzo come nel resto d’Italia. Ma non per questo l’attenzione può calare: alcuni crimini sono in aumento, in particolare quelli legati in qualche modo alla crisi economica, come usura e frodi informatiche, ambiti in cui Pescara è addirittura tristemente leader a livello italiano. E’ lo scenario che emerge dall’indagine del Sole 24 Ore sul totale dei delitti commessi e denunciati sul territorio nazionale nel 2016, in base ai dati rilevati dal Dipartimento per la Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. La variazione sul 2015, a livello nazionale, fa segnare un incoraggiante -7,4% medio, consolidando flessioni già registrate in precedenza. Per quanto concerne l’Abruzzo, Pescara resta la città più “pericolosa”, al 18esimo posto in Italia, con 14.436 denunce, ma con un calo del 12,5% rispetto al 2015. Seguono Teramo al 60esimo (9.865 denunce, -12,1%), Chieti al 79esimo (11.505, -13,7%) e infine L’Aquila, al 98esimo posto nel Paese, con 7.275 denunce e un calo del 14,9%.

Entrando nel dettaglio dei reati, si scopre che la graduatoria resta pressoché invariata. A Pescara ci sono più furti d’auto che nel resto d’Abruzzo (195,1 ogni 100 mila abitanti contro le 154,9 di Chieti, le 80 di Teramo e le 46,4 dell’Aquila). Stessa cosa per i furti con destrezza: 144 Pescara, 103 Teramo, 60 Chieti e 54 L’Aquila, sempre su centomila abitanti. Per quanto riguarda i furti in abitazione, la provincia di Teramo “primeggia” in regione con 317,2 denunce ogni 100 mila abitanti, seguita da quella di Pescara con 309,4, Chieti con 297,8 e infine sempre L’Aquila con 261. L’emergenza vera riguarda i reati commessi ai danni di esercizi commerciali. In questo particolare ambito Pescara ha dati da “primato” a livello nazionale, posizionandosi all’ottavo posto assoluto con un indice di 252,7 denunce ogni centomila abitanti. Le altre province sono più staccate: Teramo 135,5, Chieti 130, L’Aquila appena 88,4. Infine gli scippi: anche in questo caso Pescara guida la graduatoria con 18,98 ogni 100 mila abitanti, seguita da Chieti con 12,59, Teramo con 10 e L’Aquila con 5,3.
Per quanto concerne la macroarea dei furti, a Pescara si sono registrate 3.160 denunce su 100 mila abitanti: la città adriatica si posiziona praticamente nel mezzo della graduatoria nazionale. Seguono Teramo con 2.319, Chieti con 2.145 e L’Aquila con 1.478.

Ovviamente l’Abruzzo non compare nella graduatoria che riguarda l’associazione mafiosa, mentre L’Aquila è la città della regione dove si registra la maggiore concentrazione di associazioni per delinquere: 1,656 per 100 mila abitanti, rispetto alle 0,9 di Pescara e alle 0,5 di Chieti. Allarme estorsioni a Pescara: 19,30 per centomila abitanti, nella fascia “arancio” a livello italiano; seguono L’Aquila con 15,57, Chieti con 13,10 e Teramo con 8,39. Non ci sono particolari criticità su omicidi, tentati omicidi e infanticidi (Pescara 3,73 Pescara, 2,65 L’Aquila, 2,58 Teramo e 2,57 Chieti). Stesso ragionamento vale per le rapine, ambito in cui la regione è nei bassifondi a livello nazionale. Infine le truffe e le frodi informatiche: Pescara è addirittura la provincia peggiore in Italia, con 288,5 denunce ogni centomila abitanti, una vera emergenza.
Marted├Č 10 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:34

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