Rigopiano, gli ultimi dieci clienti portati in hotel da un agente sotto la bufera

di Saverio Occhiuto
Gli ultimi clienti dell'hotel Rigopiano, una decina in tutto, varcano la soglia del resort alle 19 del 17 gennaio, scortati da un agente della Polizia provinciale. Il dipendente della Provincia di Pescara è ignaro di accompagnare molti di loro verso la morte, ma in quel momento non può saperlo. Sta semplicemente facendo il proprio lavoro, come le squadre di operai che da ore sono impegnate a garantire la transitabilità sulla strada provinciale che conduce all'hotel, percorribile solo con le dotazioni invernali.

E' un passaggio drammatico, ma importante, del report con cui il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, ricostruisce cosa è accaduto prima che scattasse l'emergenza neve in Abruzzo accompagnata, poche ore dopo, da una sequenza di eventi drammatici: il terremoto, la slavina che si abbatte sull'hotel Rigopiano, la recrudescenza del maltempo. Di Marco racconta che fino alle 22,30 del 17 gennaio le squadre lavorano, per garantire la transitabilità sulla strada provinciale che conduce all'hotel. La mattina successiva gli addetti continuano ad operare ma le condizioni meteo peggiorano, richiedendo l'impiego di mezzi più impegnativi. Alle 10 il prefetto convoca un vertice straordinario del Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica chiedendo l'intervento di turbine dell'esercito e il ripristino dell'energia elettrica e delle linee telefoniche interrotte.

La situazione è già drammatica in molte zone interne del territorio ma, come se non bastasse, proprio nel corso della riunione si verificano alcune scosse telluriche che generano altro allarme. A quel punto la prefettura dispone l'apertura del Centro avanzato di Penne. Alle 13,57, mentre cresce la preoccupazione, Di Marco segnala (tramite Pec) la situazione di emergenza a Palazzo Chigi, al Dipartimento nazionale della Protezione civile, alla Regione, ai Vigili del fuoco. Insiste, soprattutto, con la richiesta dell'invio immediato di mezzi turbina per liberare dalla neve le strade provinciali e comunali. Chiede anche viveri e beni di prima necessità da spedire al più presto nelle località più isolate, oltre al carburante necessario per alimentare i generatori di corrente. Alle 14 il presidente della Provincia si reca personalmente nella sala del Centro coordinamento soccorsi della prefettura per sollecitare gli stessi interventi.

Alle 15,30 partecipa a una riunione convocata alla Provincia dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso, dove intervengono anche i prefetti di Pescara e Teramo. In questa circostanza, l'Anas e altri soggetti decidono di mettere a disposizione le proprie turbine per liberare le strade dai muri di neve, compresa quella da inviare a Rigopiano. Ma nel report del presidente della Provincia, c'è un altro passaggio che conferma ciò che era già emerso dopo la tragedia di Rigopiano. Di Marco informa di aver preso visione solo la mattina del 19 gennaio, intorno alle 11, della mail arrivata il giorno prima dall'hotel Rigopiano (posta certificata alle 13,30) con cui si chiede un intervento urgente per consentire ai clienti del resort di lasciare l'albergo dopo le scosse di terremoto che li avevano terrorizzati. Non dice nulla, nella sua ricostruzione, della turbina della Provincia ferma in officina perché l'ente non aveva disposizione i soldi per ripararla. Ma dalla sua minuziosa ricostruzione di ciò che accaduto prima e dopo la tragedia di Rigopiano, si intuisce che il problema è proprio lì: davanti a una eccezionale nevicata, per altro attesa e prevedibile in base ai bollettini meteo, l'ente si è trovato sguarnito dei mezzi idonei a fronteggiare l'emergenza viabilità. Di Marco mastica amaro proprio su questo punto: "Da ultimo va precisato come la Provincia, nonostante i profondi tagli in termini di risorse umane (-50%) e di bilancio (l'ultimo chiuso il 23 novembre con profondissimi tagli alle risorse finanziarie), abbia sempre garantito le funzioni attribuite". La viabilità è una di queste, e quando si scioglierà la neve c'è da aspettarsi uno scenario da guerra sulle strade del territorio abruzzese. Con le Province in bolletta.
Giovedì 26 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:35

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