Droga, sesso e trans accoltellato: l'arrestato è un dentista

È finito in tentato omicidio il festino con droga e trans nel cuore di Chieti scalo. La notte a luci rosse di due amici, in un appartamento al civico 163 di viale Benedetto Croce, è sfociata nel sangue: un transessuale colombiano di 21 anni, Silvana Villanueva, è stato picchiato e accoltellato più volte. A colpirlo - per l’accusa - è stato il padrone di casa, O.E., odontoiatra di 30 anni originario di Casalincontrada: i carabinieri di Chieti scalo lo hanno arrestato per tentato omicidio. Il litigio sarebbe scoppiato per un mancato accordo sul prezzo della prestazione sessuale.

LA RICOSTRUZIONE Secondo una prima ricostruzione, due amici decidono di trascorrere un sabato sera a base di droga, alcol e sesso. Così prendono contatti con un trans che vive a Montesilvano: insieme a O.E. c’è Danilo D.G., 31 anni (finora nei suoi confronti non risultano provvedimenti). Poi arrivano altri due transessuali, amici del primo, ma dopo un po’ vanno via. Sarà l’inchiesta, ancora agli inizi, a chiarire ciò che è accaduto nel mini appartamento composto da un soggiorno-cucina, una camera da letto e un bagno. In base ai primi riscontri, il litigio nasce per motivi di soldi: i due amici e il colombiano non avrebbero raggiunto l’accordo sulla cifra da pagare per la notte di sesso. A quel punto O.E. impugna un coltello da cucina e colpisce Villanueva. Verso le sette di mattina il transessuale, con ferite e traumi su tutto il corpo, riesce a scendere in strada e a salire sul primo pullman. L’autista vede il trans coperto di sangue e chiama il 118: il giovane viene caricato sull’ambulanza alla fermata del bus di via dei Vestini, vicino l’ospedale. I medici del pronto soccorso trovano tagli e ferite su viso, gambe e mani: ricoverato in Otorinolaringoiatria, ne avrà almeno per 40 giorni. Scattano subito le indagini dei carabinieri del comando provinciale (coordinati dal colonnello Florimondo Forleo), della compagnia di Chieti (comandata dal maggiore Pierluigi Capparè), del nucleo operativo e radiomobile (diretto dalla tenente Maria Di Lena) e della stazione (guidata dal luogotenente Filippo Scarcia). Il transessuale viene interrogato e i militari risalgono ai due amici, che nel frattempo avevano raggiunto la casa di Cepagatti di Danilo D.G. Quando i carabinieri arrivano nell’appartamento dello Scalo, trovano il padre di O.E. che sta pulendo le scale dal sangue. Oltre all’appartamento, finisce sotto sequestro anche il coltello dell’aggressione. L’arrestato, difeso dall’avvocato Antonello D’Aloisio, è rinchiuso nel carcere di Madonna del Freddo su disposizione del pm Marika Ponziani. «Avevamo contattato una escort, attraverso un sito internet, ma quando abbiamo scoperto che era un trans abbiamo detto che non eravamo interessati ad alcuna prestazione - è la sua versione -. A quel punto è andata su tutte le furie perché voleva essere pagata a ogni costo: ha spaccato una bottiglia di vetro e si è scagliata contro di noi. Ne è nata una colluttazione: noi abbiamo cercato solo di difenderci riportando anche delle ferite. Poi è andata via».
Luned├Č 5 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:49

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