I dirigenti delle Entrate e la manovra

E' in corso di stesura la Manovra Finanziaria. Come è noto, ogni testo di legge che approda in Parlamento è sempre corredato da una pletora di emendamenti. Non ne mancano neppure alla Manovra in itinere. Ai fini che quivi interessano viene a conoscenza che si ha intenzione di far passare una "manovra" nella Manovra, ed è quella di stabilizzare nel ruolo dei dirigenti dell'A.F. quei soggetti in servizio da almeno cinque anni in area apicale che abbiano svolto negli ultimi otto anni almeno tre anni in funzione di dirigenti con valutazioni positive ed abbiano superato un concorso pubblico di ingresso nei ruoli organici dell'A.F. La manovra apparirebbe quasi ridicola se non fosse di per sé impropria e devastante per coloro che la subirebbero. Accadrebbe cioè che con un colpo di mano finirebbero nel nulla anni di contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa e addirittura che con una legge ordinaria verrebbe cancellata la sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime, annullandole, tutte le nomine dirigenziali avvenute senza concorso.

Non mette conto che l'obiettivo è quello di garantire la corretta funzionalità dell'A.F. e quindi il buon esito delle manovre fiscali, se ciò deve costare un prezzo ingiusto a quanti altri rimangono indietro. In definitiva, non si può far rientrare dalla finestra ciò che il Giudice delle leggi ha fatto uscire dalla porta. E' da lunga fiata che la DIRSTAT segue questa annosa questione e spende la propria assistenza in favore di quei soggetti ingiustamente penalizzati. L'avvisaglia c'era già stata al tempo del decreto "Milleproroghe" che prorogò al 31.12.2017 l'attivazione delle procedure concorsuali dei dirigenti. C'è stata pure l'invenzione delle "Posizioni Organizzative Speciali" di cui all'acronimo POS-POT, sempre mirando ad aggirare il pronunciato della Consulta. Si vede però che i tentativi fatti vengono giudicati insufficienti, se non maldestri, e allora si mette in campo un escamotage e lo si inserisce in un testo di legge come a voler dare la veste di legalità a ciò che è già stato dichiarato illegale. Ma coloro che ne uscirebbero bastonati, se andasse in porto cotale iniqua operazione, non ci stanno e sono già sul piede di guerra per fermare una ennesima bruttura. La DIRSTAT è al loro fianco per proseguire ogni forma di lotta al fine che i meritevoli per rango non siano superati dagli "abusivi"!

Pietro Paolo Boiano
Dirstat
Mercoledì 24 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:05

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4 di 4 commenti presenti
2017-09-06 14:46:22
Il caro ministro Brunetta aveva pi√Ļ volte parlato di meritocrazia cosi a parole in quanto forse neanche lui ci credeva. Eh gi√†! un conto √® parlarne per fare contenti gli idioti di turno un conto √® STARCI SUL POSTO !! E vedere esattamente come funziona. 1) NON esiste un collegio giudicante par condicio nominato dallo Stato che non si faccia influenzare dai vertici dell' Ente in esame per verificare esattamente chi merita /chi no nelle strutture pubbliche o Enti. Infatti spessissimo ci sono dipendenti capaci e professionali che non vengono presi in considerazione in quanto o antipatici o non raccomandati o lontani con l' ufficio dalle postazioni di comando quindi invisibili, dice il saggio : chi √® + vicino al sole si illumina di + e qualche volta si brucia) 2) Spesso capita di incontrare dirigenti nominati (dagli amici degli amici)che non hanno fatto corsi preparatori sull'esatta gestione Amministrativa degli uffici e del personale e normalmente cadono in manifesta incapacit√†.3) Il paradosso + frequente √® quello di trovare personale sbagliato in uffici sbagliati (ragioniere in uff. impianti- geometri in contabilit√†, informatici al protocollo e via dicendo. Egr. Ministro Brunetta Lei non sa come funziona la macchina Statale...il sottobosco per intenderci non gli altissimi dirigenti di cui lei si interessa, forse Lei pensa che la maggior parte degli italiani siano degli stolti e forse tutti i torti non li ha.
2017-08-20 18:31:38
Il problema della dirigenza ha distrutto il Paese. Fino agli anni 70 c'erano le carriere come in tutto il mondo, dove si accedeva tramite concorso: la direttiva, la carriera di concetto, la esecutiva e quella ausiliaria. Dato i tempi, il tutto funzionava veramente a meraviglia rispetto ad oggi. Poi si sono intromessi i sindacati che hanno voluto fare la loro parte. E questo è stata la cosa peggiore che poteva succedere. Abbiamo visto tantissimi iscritti ai sindacati fare carrierone, mentre tantissimi meritevoli rimasti a bocca asciutta.
2017-07-27 14:20:45
In Italia, la dirigenza pubblica, e in parte anche quella privata, è un titolo onorifico. Ai tempi dello Stato della Chiesa, questo ruolo lo svolgevano le investiture ecclesiastiche; si facevano cardinali anche in età scolare od anche adulti dissoluti e libertini. Nell'Italia monarchica questo ruolo lo svolgevano i titoli nobiliari, che non si negavano a nessuno. Nell'Italia repubblicana si omaggiano gli amici, i notabili e i servi fedeli colla dirigenza. Non è importante di cosa, né se si è funzionali al sistema cui si appartiene, l'importante è chiamarsi dirigente. Pazienza poi se non siamo efficienti, competitivi e preparati. Pazienza poi se quelli bravi se ne vanno e trovano fortuna migliore del dirigente parassita cui hanno dovuto cedere il posto. Pazienza se poi chi cerca di tornare trova un muro di omertà e di ostilità mafiose. Nel caso particolare del settore fiscale poi, nessuno si sogna di verificare se qualcuno di questi è stato attore consapevole del comportamento a vanvera che ha connotato parte dell'attività esattoriale di Equitalia e dell'Agenzia delle Entrate, da Befera in poi. Nessuno si sogna di verificare se le cartelle firmate da questi siano state legittime o deliranti, emesse al solo scopo di incassare il premio per risultati.
2017-05-29 01:24:20
E' la solita storia dei "raccomandati" di regime! Vergogna!
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