Cassino, sciopero contro licenziamenti
di giovani interinali a Fiat Chrysler

Cassino operai  protestano davanti fabbrica Fca
di Domenico Tortolano
Sciopero ieri e sit-in davanti i cancelli dello stabilimento Fiat Chrysler di Cassino indetto da Fiom Cgil per protestare contro i licenziamenti dei 532 interinali. La partecipazione, per il clima che si respira dentro la fabbrica dopo i licenziamenti, è stata piuttosto bassa, tra il 4 e il 5 per cento, secondo Fiom. Fca, invece, precisa i numeri: su 3573 al lavoro  hanno scioperato in 101 (2,83%). Al primo turno 37 e al secondo 64 non sono entrati. La protesta è scattata dopo la bocciatura della proposta di Fiom a Fca di ricorrere alla rotazione degli interinali anziché del licenziamento. Un provvedimento, invece, accolto da quasi tutte le fabbriche dell’indotto. Altre hanno sospeso fino a gennaio gli interinali.  Insieme agli operai ieri mattina si sono presentati anche i tanti giovani licenziati una settimana fa da Fca per esubero di personale per la riduzione della produzione. I giovani, ormai senza la classica tuta da lavoro dai colori grigia e rossa con il marchio Alfa Romeo come gli operai anziani, sono rimasti a lungo davanti ai cancelli dove fino a una settimana fa entravano con la speranza di un lavoro definitivo. Ora tutti a casa, diplomati e laureati, con la speranza, però, che Fca possa ripensarci se le vendite risaliranno. Tutto dipenderà dai mercati cinesi e americano dove le reti di vendita di Fca ancora non sono state completate e soprattutto in Cina si  aspetta la modifica della legge sulle importazioni dall’estero. 
Sabato 11 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:20

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