Al via il restyling sui murales di viaggi
Ciamarra. Non mancano le polemiche

Il tratto del muro di via Ciamarra su cui sono 
partiti gli interventi
di Alessandro Redirossi
Uno strato di colore bianco al posto di ciò che rimaneva visibile degli storici murales di via Ciamarra. L’immagine che si è presentata di fronte agli occhi dei frusinati nella giornata di oggi, quando sono ufficialmente partiti i lavori di riqualificazione nell’area. «Abbiamo iniziato a pulire la parete con un macchinario specifico» hanno spiegato oggi pomeriggio alcuni operai a lavoro. A realizzare gli interventi è la ditta Edilvona, cui l’amministrazione comunale ha affidato i lavori per una cifra di 19.500 euro e un impegno di spesa totale che con l’Iva raggiunge quota 23.790 euro. In base alla determina dirigenziale del 31 dicembre scorso l’obiettivo del Comune è quello di mettere in campo “interventi di risanamento e preparazione alla pittura”. Infatti dopo i lavori attualmente in corso (che secondo la tabella del cantiere dovrebbero terminare a metà aprile) i murales saranno realizzati di nuovo. «Gli operai utilizzeranno agenti impermeabilizzanti e provvederanno all’installazione di una tettoia, a protezione dei nuovi fotogrammi che riprodurranno fedelmente i disegni iniziali. Il Comune ha previsto, oltre al recupero dell’opera, anche un’importante valorizzazione della stessa: un impianto di luci a led, posizionato dall’alto verso il basso, infatti, illuminerà i murales, permettendone la fruizione notturna» si legge nella nota dell'amministrazione comunale. «Grazie al fondamentale apporto offerto, invece, dal Liceo “Bragaglia”, procederemo al recupero e alla valorizzazione di un’opera, ormai integrata nel patrimonio genetico dei frusinati: i murales di via Ciamarra, donati alla città da un gruppo di giovani artisti che, per forse per sottolineare l’appartenenza a questo territorio, apposero la propria dedica a un figlio illustre della Ciociaria» spiega il sindaco Nicola Ottaviani. In città però c’è chi non ha gradito la strada intrapresa dal Comune. «Vedere oggi i murales cancellati è stato un colpo al cuore e non condividiamo queste modalità di azione» dice Paolo Iafrate in rappresentanza dell’associazione Oltre l’Occidente, che aveva chiesto di seguire un altro iter per far tornare all’antico splendore i murales. «Ventidue anni fa un’idea diventava un progetto artistico collettivo a cui partecipavano decine di artisti e che coinvolgevano tanti volontari nell’abbellimento della nostra città e nella promozione di giovani artisti - aveva scritto a febbraio l’associazione in una lettera al Comune  - Certo i murales sono stati abbandonati al degrado; ma ancora alcuni di essi mostrano la qualità delle opere. Ma se pure ciò non fosse, è il recupero delle opere esistenti che deve spronare l’Amministrazione e i cittadini (e soprattutto gli artisti): non si cancellano opere fatte, si possono solo migliorare o valorizzare, ma non distruggere camuffando l’intervento come risanamento». Per questo Oltre l’Occidente aveva chiesto di evitare la «cancellazione delle opere esistenti», di recuperarle «con gli stessi artisti» e di «accertarsi delle volontà degli artisti, che devono dare liberatoria formale per il rifacimento o la cancellazione della propria opera».
Venerd├Č 17 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2017 10:32

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