​Frosinone, striscioni e manifesti elettorali:
circa 70 violazioni rilevate, ora le multe

di Alessandro Redirossi
Una raffica di violazioni e verbali per i candidati alle elezioni comunali a Frosinone. Negli uffici della Polizia locale si contano infatti ben 68 violazioni delle regole sulla propaganda elettorale. Diversi striscioni con il volto del candidato o l’indicazione di voto sono stati verbalizzati come manifesti fuori dagli spazi consentiti. Nel periodo della campagna elettorale i manifesti vanno affissi solo  su apposite plance numerate. E sono vietate le affissioni in qualsiasi altro luogo pubblico o  esposto al  pubblico (vetrine, porte, saracinesche, pali, alberi eccetera). In città si è giocato lungo il confine della normativa. Specie sfruttando la deroga per le sedi dei comitati elettorali e dei partiti, in cui sono consentite le affissioni. Ma, come documentato dal Messaggero durante la campagna elettorale, gli striscioni sono apparsi ovunque. Su terreni, siepi, balconi, bar, officine, recinzioni. Diventati in alcuni casi comitati elettorali. La Polizia locale ha accertato 68 violazioni. La normativa prevede una sanzione amministrativa che va dai 103 ai 1032 euro (articolo 8 della legge 212/1956). “I Vigili hanno fatto gli accertamenti. Sarà la Prefettura a determinare gli importi della sanzione e a incassarli - dice il comandante dei Vigili Donato Mauro - Le violazioni hanno riguardato la pubblicità elettorale fuori dagli spazi consentiti. Le sedi dei partiti e la sede del comitato elettorale vanno in deroga rispetto ai divieti di propaganda. Si potevano mettere solo delle insegne dei partiti o delle liste lì, ma non fare la propaganda al singolo candidato. Non si possono fare i comitati elettorali in un giardino…”. 
Altro tema è quello del rendiconto delle spese elettorali, che entro 90 giorni dalla proclamazione degli eletti (avvenuta a giugno) va depositato sia in Comune che presso il Collegio regionale di garanzia elettorale a Roma. Il mancato deposito presso il collegio regionale può far scattare una sanzione da 25mila a 103mila euro. Sul sito del Comune, su oltre 500 candidati alla elezioni, ci sono solo 250 dichiarazioni circa. Dopo l’articolo del Messaggero, Giuseppina Bonaviri (candidata a sindaco) chiarisce che, nonostante i suoi dati non siano sul sito del Comune,sono stati inviati al Collegio regionale a fine agosto.Si tratta di spese per 1.148 euro. Per sindaco, consiglieri e assessori i dati sono sul sito del Comune. Con l'eccezione dell’assessore Max Tagliaferri, non pervenuto sul sito. 
Venerdì 20 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:38

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