Frosinone. Spese elettorali: il sindaco
batte tutti con 55.420 euro

di Alessandro Redirossi
Il sindaco Ottaviani si ferma poco prima del tetto previsto dalla legge. La somma delle spese elettorali degli assessori arriva a 3.500 euro, la metà della soglia consentita per un singolo consigliere. Metà dei consiglieri comunali dichiara spese nulle per la campagna elettorale. A leggere le dichiarazioni degli amministratori comunali pubblicate sul sito del Comune, quella di Frosinone è stata, per i più, una campagna elettorale low cost. Nonostante il consueto via vai di vele elettorali e iniziative. Oltre all'invasione di santini e striscioni elettorali.
LA CLASSIFICA
Per quanto riguarda le spese elettorali dei candidati a sindaco, stando alle dichiarazioni depositate in Comune, il sindaco Nicola Ottaviani stacca tutti. La normativa prevede un tetto di spesa di 62.836 euro per il candidato a sindaco. Ad avvicinarsi al tetto è solo Ottaviani, poi vincitore della competizione elettorale, con spese elettorali pari a 55.420 euro (nel 2012, quando non c'era il tetto, rendicontò 85.800 euro). Il sindaco dichiara di non aver ricevuto alcun contributo da terzi. Segue il candidato del Pd e Psi Fabrizio Cristofari, con 19.500 euro di spese. Poi il candidato sindaco di Frosinone in Comune Stefano Pizzutelli (11.956 euro). Si ferma a 302 euro di spese il candidato sindaco del M5S Christian Bellincampi. Non disponibili sul sito del Comune i dati riferiti ai candidati sindaco poi risultati non eletti come consiglieri (Incitti e Bonaviri).
GLI ELETTI
Per quanto riguarda i candidati al Consiglio comunale il tetto di spesa per legge era pari a 6.891 euro. È costata relativamente poco, stando alle dichiarazioni pubblicate sul sito del Comune, la campagna elettorale di chi ha poi ottenuto un posto da assessore. Per 6 assessori i dati relativi alle spese elettorali sono stati presentati e pubblicati dal Comune. In Giunta Fabio Tagliaferri dichiara spese per 1.300 euro; Rossella Testa per 1.731 euro; Valentina Sementilli per 300 euro; Pasquale Cirillo per 145 euro. Dichiarano spese e contributi pari a zero gli assessori Maria Teresa Collalti e Cinzia Fabrizi. Per l'assessore Max Tagliaferri (fra i più votati) non risulta sul sito del Comune la dichiarazione relativa ai costi sostenuti per la campagna elettorale. Mastrangeli e Antonio Scaccia non erano chiamati a depositare la dichiarazione, in quanto assessori esterni, non candidati. Per quanto riguarda i consiglieri comunali, sul sito del Comune sono presenti tutte le dichiarazioni. Ma quasi la metà dei consiglieri (14) dichiara di non aver speso nemmeno un euro. Quello che si è più avvicinato al tetto di spesa è Carlo Gagliardi (Cuori Italiani). Ha speso 4.897 euro, dichiarando un contributo di 4.900 euro ricevuto da parte del movimento politico Idea (Identità e Azione Popolo e Libertà). Seguono Adriano Piacentini (2.112 euro); Angelo Pizzutelli (1.820) e Gianpiero Fabrizi (1.744). Per tutti gli altri spese ben al di sotto dei 1000 euro: Savo (728 euro); Straccamore (527); Sardellitti (395); Petricca (200); Mansueto (104); Campioni (100); Caparrelli (122); Guglielmi (122); Ferrara (72); Vitali (156); Mastronardi (101). Mentre fra la schiera dei delusi, che non hanno centrato l'elezione in Consiglio, Mimmo Fagiolo (1.374 euro), Bruno Sanna (1.378 euro), la senatrice Maria Spilabotte (1.216) e Fabrizio Pignalberi (1.000 euro) insieme dichiarano di aver speso più di tutti i componenti dell'intera Giunta Ottaviani. Fra i partiti e le liste civiche, sul sito del Comune solo per tre risultano spese (perlopiù irrisorie) per la campagna elettorale: 144 euro per Forza Italia; 1.768 euro Forza Frosinone, 904 euro Socialisti e Riformisti per Frosinone. Per le altre le dichiarazioni non sono pubblicate o sono pari a zero euro. Solo per circa 200 candidati sugli oltre 500 non eletti sono presenti, sul sito, le spese dichiarate. La legge impone il rendiconto delle spese elettorali sia per gli eletti che per i non eletti. Entro 3 mesi dalla proclamazione degli eletti (avvenuta a giugno). La dichiarazione va resa sia al presidente del Consiglio comunale che al Collegio regionale di garanzia elettorale (presso la Corte di appello di Roma). Il mancato deposito presso il collegio regionale può far scattare una sanzione da 25mila a 103mila euro.
 
Mercoledì 11 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:17
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