Migranti, Cassazione: «Devono conformarsi ai nostri valori, anche se sono diversi dai loro»

Gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale hanno «l'obbligo» di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso «di stabilirsi» ben sapendo che «sono diversi» dai loro e «non è tollerabile che l'attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante». Lo sottolinea la Cassazione condannando un indiano sikh che voleva circolare con un coltello 'sacro' secondo i precetti della sua religione.

«La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali configgenti, a seconda delle etnie che la compongono, ostandovi l'unicità del tessuto culturale e giuridico del nostro Paese che individua la sicurezza pubblica come un bene da tutelare e, a tal fine, pone il divieto del porto di armi e di oggetti atti ad offendere», continua la Cassazione.


 
Lunedì 15 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-05-2017 17:10

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5 di 124 commenti presenti
2017-05-16 14:26:44
Non e' accettabile una imposizione culturale e religiosa, si tratta di una lecita appartenenza all'origine. Se da noi le istituzioni impongono che e' vietato circolare con il burqa, quindi nei paesi islamici saranno costretti ad applicare le sanzioni alle turiste che non accettano costumi e modi locali. Piu' che altro, una vera e propria guerra di religione,
2017-05-16 16:13:22
Provi una donna occidentale ad andare in Iran senza velo e gonne fino agli sgallettoni. Non entrano neppure nell'aereo. Dell'Arabia Saudita non parliamo neppure. E poi sui non si discute di turisti, ma di immigrati residenti. *** (; - BdV/Anchise
2017-05-16 13:22:39
Bene, benissimo. Cosa buona e giusta quanto fatto dalla Cassazione. Ma non basta, é solo un po' di acqua fresca. Una decisione, tutto sommato, di non grande rilievo. Rimangono ancora non scalfite altre e ben più serie, a mio avviso, questioni : quella, per esempio, delle parecchie musulamene che, nelle nostre città, percorse da donne che vivono in pieno il xxi° secolo, girano in burqa, col viso, cioè, completamente coperto, come se non si fossero mai allontanate dai contadi di Kabul o di Jalalabad. Resto in attesa di un provvedimento, che considero molto urgente, che sanzioni comportamenti di questo tipo, ormai assolutamente intollerabili.
2017-05-16 16:17:25
Kabul is here, life is NOW! *** (; - BdV/Anchise
2017-05-16 12:59:16
@ in ore veritas Ha ragione! quali ospiti? Questi semplicemente sono arrivati e noi,non riuscendo a mandarli via, per coprire la nostra incapacità, li abbiamo battezzati ospiti e ci inventiamo permessi provvisori definizioni sanatorie per ripristinare una parvenza di legalità. Forse la definizione più giusta sarebbe occupanti come del resto accade per chi si installa in un edificio vuoto senza alcun permesso.
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