Rischio numeri, lo ius soli affonda, il Senato cancella il voto dal calendario. Il Pd: «Non c'è maggioranza»

di Claudio Marincola
Ius soli rinviato a data da destinarsi: la legge sulla cittadinanza per i cittadini stranieri nati in Italia non sarà votata nemmeno a settembre. Così ha stabilito la Conferenza dei capigruppo del Senato e così ha confermato l'aula. Uno slittamento che rende evidente la volontà del Pd di non forzare la mano nella maggioranza, privilegiando l'alleanza e gli equilibri con Ap, contraria al testo, e che conferma per l'ennesima volta l'incertezza dei numeri a Palazzo Mdama della coalizione che sostiene il governo. Ammette Luigi Zanda, capogruppo dem al Senato: «Le leggi hanno bisogno di una maggioranza e in questo momento non c'è. I gruppi che hanno votato il provvedimento alla Camera - spiega - mostrano di non volerlo votare in Senato».

GLI EQUILIBRI
Il governo non vuole neppure rischiare di turbare i già fragili equilibri della maggioranza prima dell'approvazione, a fine mese, del Def che richiede, includendo la nota di variazione di bilancio, un voto a maggioranza assoluta, ovvero 161 voti, una quota che difficilmente a Palazzo Madama si è raggiunta negli ultimi tempi. Il nuovo stop era nell'aria da giorni e, nonostante l'insistenza della sinistra, il Pd ha deciso di non andare avanti. Mdp e Sinistra italiana, che avrebbero voluto accelerare i tempi e andare avanti sulla cittadinanza parlano di «resa», di «debolezza», ma Anna Finocchiaro, ministra per i Rapporti con il Parlamento, assicura: «Ius soli temperato e ius culturae rappresentano un tassello per noi essenziale». Il varo del provvedimento, osteggiato da Ap e dal centrodestra, è rinviato a data da destinarsi, quando, parole della ministra, ci saranno «le condizioni politiche per approvarlo». Anche se da palazzo Chigi trapelano rassicurazioni alla sinistra: la partita non è ancora del tutto chiusa.
Esultano comunque i centristi di Alfano, per Ap «vince il buon senso visto che le priorità del paese sono altre». Esultano anche le opposizioni da Fi ai grillini, per i quali «una valutazione su una legge così importante andrebbe fatta dai cittadini tramite referendum».

A MONTECITORIO
Alla Camera, nelle stesse ore, si andava avanti con l'esame, e poi con l'approvazione, del reato di propaganda fascista e nazifascista che introduce l'articolo 293-bis del codice penale (261 sì, 122 no e 15 astenuti). Propagandare i contenuti del partito fascista o o di quello nazifascita tedesco, distribuire, produrre, diffondere o vendere «beni o simboli a essi chiaramente riferiti», d'ora in poi potrà comportare la reclusione da sei mesi a 2 anni di carcere. La pena verrà aumentata di un terzo se il reato verrà commesso con l'uso di strumenti telematici o informatici.

LE POSIZIONI
Il primo firmatario della legge, il pd Emanuele Fiano, ha molto insistito sulla necessità del provvedimento, «difendiamo la libertà, condanniamo l'apologia, non vogliamo limitare la libertà di opinione ma impedire che la nostra libertà sia offuscata dal fascismo». E' bastato quel richiamo all'antifascismo 2.0, anche digitale, a ricompattare per un giorno i pianeti dispersi della sinistra ma non a superare le perplessità di tanti, anche democrat, che in camera caritatis, tra un voto e l'altro, confessavano il loro stupore per l'urgenza e l'utilità di un provvedimento di difficile applicazione, che si aggiunge alla legge Scelba del 1952 e alla legge Mancino del 1993. Contrari e accalorati gli interventi di FI, Fdi, Lega Nord e M5S.
Nel testo emendato è scomparsa la parola immagini che avrebbe trasformato il lavoro delle procure in una disputa iconoclasta ma è rimasta l'estensione del reato per chi «pubblicamente propaganda la simbologia e o la gestualità del partito fascista e dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico».
Martedì 12 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2017 19:27

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5 di 120 commenti presenti
2017-09-12 17:41:29
Provatevi ad approvarla ed andremo in milioni a firmare per un referendum abrogativo.
2017-09-12 19:02:26
Zanda e' quello che, alcuni giorni fa, proclamava con grande sicumera che lo ius soli a settembre avrebbe fatto il suo ingresso in Parlamento e sarebbe stato approvato. Parola di Zanda, sopracciglio incolto e in su e voce impostata e lievemente arrochita oltre che arricchita di erre moscia perche'fa tanto fino e conferisce autorevolezza e, soprattutto, grande credibilita'. Amici, questo offre il convento, questo e' il PD, spocchia in quantita' industriale, cultura neanche a parlarne, senso dello stato e rispetto della volonta' delle maggioranze ( Locke e Spinoza sono per loro i nomi di due cantanti rock ) meno di zero. Solo accoglienza e cooperative amiche in cima ai loro pensieri.
2017-09-12 18:38:16
non si puo andare avanti cosi, e' evidente che siamo in mano a dei perfetti prepotenti smidollati. Mattarella dove sei, cosa aspetti a sciogliere le camere e andare subito al voto?
2017-09-12 17:24:28
La maggioranza degli italiani non la vuole! Evitate di approvarla e così risparmiate i soldi per il referendum che sicuramente verrà fatto!!!
2017-09-12 17:18:29
Un'ottima notizia e spero vivamente che questa maggioranza non ci sia mai. Se penso che con questa legge i minori arrestati a Rimini avrebbero potuto avere già la cittadinanza mi vengono i capelli dritti. Questa legge non va proprio bene. La cittadinanza non si regala alla nascita o con qualche annetto di scuola. Deve arrivare alla fine di un percorso di integrazione che deve essere valutato e non si deve dare a chi ha precedenti penali. Già in Francia abbiamo visto i disastri dello ius soli con soggetti pericolosi e noti che non potevano essere espulsi perchè cittadini francesi.
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