Roma, la Rinascente, folla e code all'inaugurazione. Zingaretti: «Riapre un pezzo di storia»

di Laura Larcan
«Ci sono signore da tutta Roma», dice con voce divertita il commesso all'entrata della nuova Rinascente. Come dargli torto. Le "dame" sono a perdita d'occhio. In fila perfettamente ordinata lungo il marciapiede di via del Tritone, si divertono a sbirciare nelle vetrine dove spiccano le iperrealiste statue avatar del personale staff dello store. I giovani sono attesi nel pomeriggio-serata per la lunga maratona di intrattenimento musicale dal vivo con ospiti illustri. All'apertura delle porte, l'entrata è frenetica. Il via vai di clienti è continuo. Un'attrazione davvero popolare. E poi, in contemporanea, il taglio del nastro "ad alto tasso ressa" con le istituzioni. La politica inaugura il megastore in un bagno di folla. Fuori, lunghe code del pubblico per entrare (mentre i vigili per strada controllano il flusso del traffico), dentro, la calca di curiosi alla scoperta del nuovo magazzino. Giusto qualche attesa per i giornalisti al seguito del tour inaugurale delle istituzioni.
 

A tenere a battesimo la festa arriva puntuale il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. La sindaca Virginia Raggi è arrivata in ritardo per un impegno al Quirinale. "Un immenso grazie - dichiara Zingaretti - Più di un iniziativa commerciale è soprattutto culturale. Da bambini si andava alla Rinascente, un pezzo di storia della città per troppi anni chiuso, ed ora un'opportunità di socialità e identità commerciale pet Roma. Ha contato solo la tenacia di chi ha creduto in questo progetto». «Oggi siamo qui per inaugurare un grande departement store, è il primo di Roma - dirà più tardi la sindaca Raggi, in un breve incontro con la stampa sulla terrazza dello store - La città finalmente compete con altre grandi capitali europee ed internazionali. Ricordiamo che sono 700 posti di lavoro e questo ci rende orgogliosi. Undici anni di lavoro effettivamente sono stati lunghi, sicuramente il prossimo progetto sarà più rapido, noi non vediamo l'ora di accoglierlo». Soddisfatto l'amministratore delegato Pierluigi Cocchini: «Da oggi possiamo eliminare la frase Roma non ha un department store». A rappresentare il Comune, al taglio del nastro con fascia tricolore, c'era il presidente della Commissione Commercio Coia. Il soprintendente Francesco Prosperetti ha sittolineato cosa ha significato per Roma «un'impresa di archeologia urbanistica di questi tipo. dove l'Acquedotto Vergine diventa sfondo di un racconto di questo angolo di Roma».

Qualche curiosità. Negli oltre 14mila metri quadrati dello store, che ne fanno il secondo più grande d’Italia dopo Milano, la società thyssenkrupp Elevator ha installato 16 scale mobile che possono trasportare in un’ora 90 mila persone, cioè più di quante possono stare dentro lo Stadio di San Siro (80 mila) o l’Olimpico (73 mila) per un’ora e mezza. 
Giovedì 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 08:12

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1 di 6 commenti presenti
2017-10-12 16:00:20
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