Milano, spartivano il bottino con i nomadi: condanna a 6 anni per due poliziotti

La Corte d'Appello di Milano ha ritoccato al ribasso la pena nei confronti di Cosimo Tropeano e Donato Melella, i due poliziotti oggi condannati a sei anni con l'accusa di aver spartito con una banda di rom il bottino di una serie di furti ai danni di passeggeri alla stazione Centrale di Milano.

I giudici di secondo grado, presieduti da Guido Piffer, dopo aver riqualificato il reato di concussione in induzione indebita (in base alla riforma Severino), hanno ridotto di un anno la condanna decisa il 7 febbraio scorso dal Tribunale che aveva pure dichiarato «estinto il loro rapporto con la pubblica amministrazione di riferimento».

I due, arrestati nel dicembre 2015 e tuttora ai domiciliari, originariamente erano accusati di concussione e ricettazione in quanto avrebbero anche chiesto denaro a donne nomadi con la minaccia di togliere loro i figli. «È una sentenza sbagliata - dicono i difensori Alessandro Mezzanotte e Massimo Del Confetto -, i nostri assistiti sono innocenti. Ricorreremo in Cassazione».(
Martedì 14 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2017 19:22

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5 di 8 commenti presenti
2017-11-15 09:45:16
Sarò impopolare ma è una cosa insopportabile da sentire. Difendiamo spesso le forze dell'ordine pensando che siano i nostri custodi e mettono a rischio la loro vita per il senso del dovere. Un pò alla volta, però, si sta sgretolando questo alone di eroismo che si erano conquistati. Io noto talvolta che ci sono casi di crimilnalita nolto evidenti ai cittadini pur quando sono presenti poliziotti e carabinieri che fanno finta di non vedere e non sentire. Purtroppo c'è sempre il VERO eroe che, anche se in borghese, riesce a sventare atti di criminalità. Ma queste cosiddette "mele marce" stanno aumentando sempre più. Ma quando essi stessi commettono reati odiosi come spaccio di droga o supporto alla criminalità, per questi le pene devono essere molto più severe, senza sconti e benefici.
2017-11-15 08:09:32
Ecco fatto, ricorrono in Cassazione. Ma poi sbattete in galera anche gli avvocati.
2017-11-14 20:41:07
Non c'è più nulla da aggiungere! questo paese è finito!
2017-11-14 19:44:17
in una società privata sarebbero invitati a dare le dimissioni ed a lasciare la societa perche il dubbio rimane (anche in caso di sentenza assolutoria) e nuocerebbe alla reputazione della ditta e di pessimo esempio x i colleghi che devono stare alla larga da queste tentazioni, ma lo stato la PA ed i politici vivono in una realtà diversa...
2017-11-14 19:23:47
Come il commento sugli clan di Ostia, mille volte più colpevoli coloro che dovrebbero tutelare e non lo fanno, anzi al contrario traggono profitto da tanto marciume.
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