Lega, è scontro. Maroni: Salvini stalinista. La replica: non rispondo a insulti

«Io sono una persona leale. Sosterrò il segretario del mio partito. Lo sosterrò come candidato premier. Ma da leninista, non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perché a detta di qualcuno potrei essere un rischio». Lo dice, in una lunga intervista al Foglio a firma del direttore Claudio Cerasa, il governatore della Lombardia Roberto Maroni accendendo lo scontro con il segretario della Lega, Matteo Salvini.

La replica di Salvini arriva via Facebook e Twitter: «Preferisco usare il mio (e vostro) tempo per lavorare e costruire, non per litigare o rispondere agli insulti. O l'Italia riparte in fretta, e io ci credo, o sarà tardi. Le polemiche le lascio agli altri. Scusatemi, mi conoscete, sono fatto così».

«Consiglierei al mio segretario - sottolinea Maroni rivolgendosi a Salvini - non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin. Ricordate? L'estremismo è la malattia infantile del comunismo. Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica». Maroni ammette che fra i tratti di incompatibilità culturale con il suo segretario vi è anche un'idea diversa del rapporto che deve avere la politica con la giustizia: «Possiamo dirlo. È così. È questo uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a ragionare su un futuro diverso, lontano da un modo di fare politica».

«Devo anche riconoscere - prosegue Maroni - che in questi giorni sono stato massacrato dai miei compagni di squadra, che hanno scelto di dare alla mia vita nuova un'interpretazione del tutto arbitraria, mentre sono stato ricoperto di affetto e amicizia da un mondo politico lontano da me, e questo mi ha colpito». Maroni si riferisce a un sms di Matteo Renzi, e «tanti altri. Ma una telefonata - rivela - mi ha fatto particolarmente piacere: quella di Giorgio Napolitano. Siamo stati quindici minuti al telefono, con simpatia e affetto, ha riconosciuto che la mia è stata una scelta coraggiosa, e lo ringrazio, ha detto che noi del 1955 siamo fatti così, vale per me e vale per Veltroni, e che a un certo punto abbiamo bisogno di prendere aria e di pensare alla nostra vita».

Maroni parla anche del Jobs Act, dicendo che non va rottamato: «Non scherziamo. Se mai, migliorato. Purtroppo tutto questo non si può dire perché in campagna elettorale, e vale anche per questa campagna elettorale, da una parte e dall'altra ci sono spesso valutazioni su questi temi che prescindono dal merito, frutto di perversi atteggiamenti ideologici in base ai quali tutto quello che è stato fatto prima di noi deve essere cancellato. Questa non è politica, è propaganda». «Purtroppo - osserva - bisogna essere sinceri e dire che la campagna ricca di propaganda è causata anche da una legge elettorale che costringe in un modo o in un altro a essere tutti gli uni contro gli altri: per ottenere un voto in più di un altro partito viene quasi naturale parlare più alla pancia che alla testa. E proprio per questo, ma spero di sbagliarmi, mi sembra di essere tornati al 1994». 
 
Gioved├Č 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 14:34

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5 di 12 commenti presenti
2018-01-11 12:37:27
E' stato e sara' sempre un 'opportunista come lo e' stato quando , con la ramazza in mano voleva far credere di spazzare via lo "sporco"che c'era nella lega ,ben sapendo che di quello "sporco" ne aveva fatto parte essendo un personaggio di primo piano . Adesso come allora si assegna un ruolo a lui confacente,quello dell:'"a disposizione"!
2018-01-11 11:35:47
Beh,non la penso certo come lui,pero' ricordando anche Veltroni....che dire,ammirevole,a prescindere dall'ideologia politica,Francesco
2018-01-11 13:07:49
Fino ad ora ha governato grazie alla lega e a Salvini,adesso invece e' contento che gli ha fatto i complimenti napolitano e renzi, dovrebbe far riflettere sul comportamento di maroni ! Sicuramente in campagna elettorale e' andare contro la lega e Salvini !
2018-01-11 22:41:27
Maroni doveva andarsene perche` e` un voltagabbana di professione....lui ha iniziato la scalata dei clandestini africani sulle coste Italiane assieme a Berlusconi , e` un traditore e per Salvini e` una benedizione che se ne sia andato , speriamo per sempre ..!!!
2018-01-11 21:40:14
Contento della telefonata con Napolitano? Ciao bello, abbiamo capito chi sei e cosa vorrai fare da grande.
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