Comuni digitali, in provincia di Latina siamo alla preistoria: zero servizi on line

di Vittorio Buongiorno
IL CASO
Siamo alla preistoria. La conversione al digitale nella stragrande maggioranza dei Comuni poontini non è neppure comunciata, malgrado la legge ci sia da tre anni. A Milano i certificati digitali sono più di quelli rilasciati allo sportello (il 54% del totale). Nei Comuni pontini di Latina non si possono neppure richiedere. Nel sito del Comune di latina si annuncia che il servizio di rilascio è in via di costituzione, su quello del Comune di Cisterna la pagina anagrafe on line esiste ma al momento offre solo spiegazioni e consente di stampare autocertificazioni.
La possibilità di effettuare operazioni e dialogare con le pubbliche amministrazioni utilizzando la rete al momento è pura utopia. Le direttive del manifesto dell'Agenda Digitale sono rimaste inascoltate. L'utilizzo dell'identità digitale è ancora pressoché sconosciuto. Allo SPID, ovvero il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un'identità digitale unica, si sono iscritti per il momento solo 3 dei 33 Comuni pontini, ovvero Castelforte, Formia e Gaeta, ma offrendo solamente la possibilità di interagire on line con il Suap, ovvero lo sportello per le attività produttive.
Davvero preistoria, se si pensa che Comuni come Roma e Milano offrono decine di servizi che vanno dal rilascio delle certificazioni anagrafiche on line, al portale per la segnalazione di problemi e criticità, come buche e/o lampadine guaste (tra l'altro utilizzabile anche attraverso lo smartphone), passando per la consultazione delle aree sottoposte a esproprio (cosa utile, visto quello che è accaduto a Latina negli anni scorsi). Ma parliamo anche della possibilità di pagare multe e/o tributi direttamente dal sito dell'ente, con un duplice beneficio: di praticità e comodità per i cittadini, ma anche per i Comuni che potrebbero conoscere in tempo reale stato dei pagamenti e e numero degli evasori. Già, perché tramite l'Agenzia per l'Italia digitale si punta a creare una anagrafe digitale di tutti i cittadini, cosa che renderebbe più semplice ai comuni scovare i furbetti che evadono le tasse.
V.B.
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Martedì 14 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2017 10:26

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