Le frasi di Pennacchi riportano Latina indietro di dieci anni

Antonio Pennacchi e Pasquale Maietta
di Vittorio Buongiorno
Le dichiarazioni di Antonio Pennacchi riportano Latina indietro di dieci anni. Discriminato? Pasquale Maietta? Antonio Pennacchi dimentica che stiamo parliamo di un uomo che fatto una carriera fulminante, che la città ha eletto parlamentare della Repubblica, che è stato il consigliere comunale più votato nelle fila di An nel 2007, poi assessore al Bilancio della Giunta Di Giorgi e contemporaneamente proprietario e presidente della rinata squadra di calcio. Dimentica Pennacchi che Pasquale Maietta è un commercialista di grido, che si vantava del fatto che nel suo studio lavoravano decine di persone e che in città i clienti facevano la fila. Dimentica Pennacchi che quando il Latina arrivò in serie B i latinensi riempivano lo stadio, di ogni età e di ogni ceto sociale, non c'erano solo persone che scendevano dai Lepini. Dimentica che in tribuna c'erano tanti volti noti del capoluogo, professionisti, imprenditori, istituzioni che facevano il tifo al fianco del presidente-parlamentare-assessore. Tutti lì, mentre Costantino Di Silvio (il capo del clan, poi condannato a 10 anni di carcere per associazione a delinquere), nella società e in tribuna d'onore era di casa. Dimentica Pennacchi soprattutto che l'inchiesta della Procura è stata attivata da una segnalazione della Banca d'Italia per un'operazione sospetta su un movimento di denaro che servì all'epoca ad aumentare il capitale sociale del Latina calcio che navigava in pessime acque. Dimentica Pennacchi anche che per anni e anni il Latina di Maietta non pagò né tasse né contributi previdenziali fino a raggiungere un debito con l'erario di milioni di euro. Questa è la realtà, il resto è il romanzo che Pennacchi è libero di scrivere.
V.B.
Domenica 12 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2017 09:45

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