Dalle Kardashian a Paulina Rubio, la personal shopper italiana: «Vi svelo i segreti delle star»

di Ughetta Di Carlo
 
Qual è il lavoro di una personal shopper? Fare shopping per conto di un’altra persona, andare in giro con le sue carte di credito…spendere tra i 15.000 e i 100mila euro per rifare il suo guardaroba. Tutto questo appare molto divertente, ma può essere anche faticoso e sicuramente richiede dei requisiti importanti. Innanzitutto una vera personal shopper deve avere gusto e deve essere al corrente delle tendenze del momento, conoscere le regole dell’alta società (avendo a che fare con un certo tipo di persone), ma deve soprattutto essere un po’ psicologa. Capire le esigenze dell’assistito “come vuole apparire agli occhi degli altri e a se stesso guardandosi allo specchio” è il primo passo per centrare l’obiettivo ed avere un buon portafoglio clienti.
 


Ce lo spiega molto bene Cristina Cellini, stylist e personal shopper di Miami che da anni lavora nel settore, spostandosi anche tra New York e Los Angeles. Di origini italiane il padre (proprietario di ristoranti e Casinò), madre americana, Cristina è nata alle Bahamas, ha anche vissuto in Europa e a Roma per circa dodici anni, in seguito si è trasferita in Kenya e poi è tornata in America. Si è laureata in Fashion Design and Languages allo Stephens College Columbia in Missouri dove, pensate un po’, studiava con Brad Pitt, non male come inizio.
Per un po’ di anni dopo l'Università si è dedicata alla ristorazione, insieme al marito, anche lui italiano, con il quale, negli anni d’oro di Miami, avevano avviato un ristorante molto cool che si chiamava Fellini. Cristina era spesso a casa Versace ad occuparsi del catering quando lo chef della villa non riusciva ad accontentare tutti gli ospiti. Dopo la morte dello stilista, con la città un po’ in declino, cambiarono le cose e Cristina, forte del suo bagaglio culturale, ha iniziato la sua carriera nel mondo pubblicitario.
 
 


«Gli shooting a Miami, da ottobre ad aprile, complice la luce, hanno da sempre un ottimo appeal e sono una buona fonte di guadagno - mi spiega Cristina mentre mangiamo una New York ribeye steak in uno dei ristoranti del centro commerciale di top brand Bal Harbour  - Così sui set pubblicitari mi sono fatta le ossa come stylist con la difficoltà di reperire abiti e costumi in giro per una città dove, a differenza della Grande Mela, non esistono showroom”» Poi con le sue conoscenze ha allargato il giro ed è diventata assistente per lo shopping di uomini e donne facoltose, con una paga giornaliera intorno ai mille dollari, ma il compenso dipende da alcune variabili.

Entra nei loro armadi butta più di metà del guardaroba (se può recuperare qualcosa lo vende ai negozi vintage) e poi parte con gli acquisti. Va nei negozi, sceglie, e in base agli accordi che ha, compra o si fa dare la merce in prestito; il bello dell’America è che se paghi e poi non ti piace quello che hai preso ti ridanno i soldi indietro (a patto di non averlo indossato). Anche se questo non sembra di certo un problema per clienti che possono permettersi una personal shopper. Incredibile ma vero, accanto a chi spende centomila dollari senza battere ciglio, come una coppia di gemelli, avvocati molto quotati della Florida, c’è chi mette a disposizione un budget alto, al di sopra dei 10mila dollari, ma richiedendo di acquistare abiti e scarpe di brand medio alti, perché con capi troppo firmati  e costosi non si sentirebbe a suo agio! Ho accompagnato personalmente Cristina a fare shopping per questa signora, è stata la nostra missione impossibile.

Sono tante le celebrity che Cristina ha avuto il piacere di vestire, ci sono Paolina Rubio che ha seguito anche durante le edizioni americane di X Factor quando la cantante messicana era uno dei giudici e partiva con almeno 10 valigie ed un centinaio di scarpe per indossarne magari solo tre paia. Le sorelle Kardashian tra cui, la stylist non ha dubbi, il boss è Kim con i suoi capricci e il suo carisma. L’attore Dwayne Douglas Johnson, conosciuto come “The Rock” e tutta la sua famiglia, soprattutto la figlia adolescente che spesso accompagna il padre sui red carpet. La regina della musica black Lauryn Hill, forse la prova professionale più difficile per Cristina, «ritmi diversi - dice  - sebbene ci sia stata una grandissima stima». La lista è lunga e se volete soddisfare ancora un po’ la curiosità potete sbirciare sul sito "Nobodys Ugly" che sta per nessuno è brutto o, se vi piace di più, tutti possiamo essere belli.
Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-07-2017 15:10

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