Abiti fatti di foglie, cortecce e aghi di pino: a Roma la moda è “organic couture”

di Gustavo Marco Cipolla
Nel “De rerum natura” (Sulla natura delle cose), il poeta e filosofo latino Tito Lucrezio Caro indaga sul rapporto tra l'essere umano e l'universo che lo circonda. E si fa eco sonora, attraverso la scrittura, di un'invettiva che richiama l'uomo alla responsabilità, anche etica, di vivere e abitare il mondo con consapevolezza e coscienza. Nella moda, il designer romano Tiziano Guardini prova a rivoluzionare il concetto di abito, facendo ricorso a tessuti-non tessuti che sono l'essenza stessa della sua filosofia estetica.
 

Definito “lo stilista della natura” perché le sue creazioni handmade sono completamente realizzate a mano con intrecci e trame di cortecce, foglie, radici, rafja e aghi di pino, Guardini è il protagonista di un percorso espositivo con l'evento “To the Earth” a Palazzo Pitagora nel quartiere Parioli di Roma. Esempio pilota di architettura green nel cuore della Capitale, e a basso impatto ambientale, il cui design interno vanta tecnologie avanzate che puntano ad azzerare le emissioni di CO2, abbattendo l'80 per cento dei consumi.Tra interventi contemporanei e richiami ottocenteschi, negli spazi progettati dall'architetto Renato Guidi, l'omaggio alla Terra di Tiziano Guardini esalta il fascino di una donna che è in perfetta armonia con il pianeta che l'ha generata e si veste di natura con creazioni di alta sartoria “organic couture”. Organze e chiffon sono sostituiti da materiali organici, per una moda etica che, all'insegna del green style, disegna vestali contemporanee immerse in un contesto metropolitano.

Guardini nasce a Roma negli anni '80, consegue il diploma di fashion designer all'Accademia Koefia e inizia le sue collaborazioni con gli uffici stile di alcune maison capitoline. Durante la kermesse Altaroma, nel 2012, partecipa all'expo “Limited/Unlimited” con la giacca aghi di pino. Ed è un successo.Inoltre, espone i suoi abiti scultura all'interno delle mostre curate dalla storica della moda Bonizza Giordani Aragno e dal presidente della sezione moda di Unindustria Lazio, Stefano Dominella, “La seduzione dell'artigianato ovvero il bello e ben fatto” al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell'Eur e “L'eleganza del cibo. Tales about food and fashion” ai Mercati di Traiano. Poi il White di Milano, dove presenta una capsule collection di borse, il Royal Albert Hall di Londra e nel 2014 è invitato dalle Nazioni Unite a Ginevra per l'iniziativa “Fashion for Forest and Forest for Fashion” insieme all'artista Michelangelo Pistoletto. A Pechino vince il Bronze Hempel Fashion Award e a Milano, lo scorso anno, ha sfilato all'evento “Ethical Fashion”, collaborando con il premio Oscar Milena Canonero per i costumi dello spettacolo milanese “Cum Grande Humilitate” in scena al Duomo. Se il rapporto tra uomo e natura è legato al rispetto del primo verso l'ambiente che abita, Guardini con la sua “organic couture” denuncia la violenza sulla natura, stuprata dal materialismo e dal consumismo.E la moda, che dopotutto è comunicazione, traduce il pensiero in abiti ed è capace di lanciare messaggi forti. Sul concetto di sostenibilità lo stilista spiega “Va inteso come rispetto e attenzione della vita del nostro pianeta, e quindi della nostra. Non puó escludere tutti gli ambiti in cui giornalmente interagiamo.Sono un designer e, nel mio caso, oltre a porre attenzione alla parte creativa, scelgo di esprimermi attraverso la ricerca, la sperimentazione e l'utilizzo di materiali e lavorazioni ecosostenibili, etici e cruelty free. Perciò sostenere progetti come questo, che puntano a soluzioni abitative "green" mi sembra calzante per offrire uno spunto di riflessione, scegliendo di vivere in armonia con la nostra Terra." All'happening, ecosotenibilità e rispetto dell'ambiente anche nell'area gourmet del Palazzo che ospita l'evento, con una selezione gastronomica bio che non dimentica l'eleganza. Tutta naturale.
Venerdì 16 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2017 21:47

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