Napoli, nuova aggressione per Brumotti e la troupe di "Striscia": nella gang anche un bambino

Ieri sera a Striscia la notizia su Canale 5 il servizio sull'aggressione subita da Vittorio Brumotti e la sua troupe in provincia di Napoli». Una nota della redazione della trasmissione riporta. «Verso le 15 di giovedì l'inviato e i suoi collaboratori si trovavano al Parco Verde di Caivano per documentare lo spaccio di droga che da tempo ha in parte abbandonato l'area del Rione Scampia per trasferirsi in questa cittadina a nord di Napoli. Per la prima volta una troupe televisiva ha documentato questo nuovo traffico esercitato in maniera molto organizzata e violenta da una banda di camorristi».

Ma, fa sapere una nota, «l'inviato di Striscia e la sua squadra non hanno nemmeno fatto in tempo a scendere dall'auto blindata, che sono stati circondati da 7-8 persone (tra cui un bambino) incappucciate che hanno cercato di aprire le portiere, minacciandoli di morte».



«Falliti i tentativi di aprire l'auto, i delinquenti hanno impugnato bastoni e una sedia con cui hanno sfasciato la carrozzeria e cercato di rompere i vetri, che per fortuna hanno resistito. Solo l'intervento dei carabinieri ha interrotto la violenta aggressione, ma gli agenti non sono riusciti a fermare nessuno dei camorristi. Intanto dalle finestre dei palazzi intorno continuavano ad arrivare insulti e minacce di morte nei confronti dell'inviato del Tg satirico e dei suoi collaboratori».
Giovedì 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 17:49

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5 di 14 commenti presenti
2018-01-13 02:33:52
la cosa piu' squallida è la connivenza di tutta qella gentaglia, uomini, donne, bambini...contro la legalità. Per la sere faccio quello che mi pare e aggredisco, spacco roba se scoperto od ostacolato. Questi non temono la legge, che è troppo morbida e buonista. Di conseguenza si formano in tutto il Paese delle enclave di illegalità che sono di fatto intoccabili. Una cosa inaccettabile in ogni paese che vuole dirsi civile
2018-01-12 11:33:05
La cosa triste in tutto questo è il silenzio assordante delle istituzioni che spesso davanti ad altri fatti si indignano, commentano, si "choccano", organizzano manifestazioni ma qua nulla, tutto normale, adesso la priorità è accaparrarsi la poltrona in parlamento e quindi stipendi, vitalizi, ecc. E' proprio quando lo stato è latitante che le organizzazioni possono fare il loro comodo e questi episodi purtroppo ne sono la dimostrazione.
2018-01-12 11:31:44
Mentre in Italia la del controllo del territorio e sotto gli occhi di tutti, sono oltre 5.000 i militari italiani dislocati all’estero in missioni internazionali. Non ci vedo niente di male nel dire: impegni internazionali: grazie, ieri si poteva ma oggi, purtroppo, non c’è lo possiamo più permettere perché ne abbiamo bisogno in Italia.
2018-01-12 11:27:08
Cattivisti rimandiamo questa gente al loro paese..... basta con questi italiani che fanno affari con la mafia italiana ..... e mo dove li mannamo ???
2018-01-13 02:34:53
in carcere, negli spazi lasciati liberi dai tanti, tantissimi immigrati criminali che devono scontare la pena nei paesi di origine
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