Corea del Nord, Pyongyang: con manovre militari Usa-Seul si rischia scontro nucleare

Le prossime manovre militari congiunte della Corea del Sud e degli Stati Uniti rappresentano «un
comportamento irresponsabile che rischia di far precipitare la situazione in un'incontrollabile fase di guerra nucleare». È questo il monito che Pyongyang lancia a Seul alla vigilia dell'inizio delle esercitazioni militari che ogni anno compie con le forze americani. Note con il nome Ulchi Freedom Guardian, le manovre militari
inizieranno domani e proseguiranno fino al 31 agosto.

Nell'editoriale di Rodong Sinmun, l'organo ufficiale del regime nordcoreano, si torna poi a minacciare direttamente Washington. E si afferma che gli Stati Uniti, le Hawaii e Guam, l'isola del Pacifico che è territorio Usa, non potranno «sfuggire ad un attacco senza pietà», secondo quanto si legge sul sito della Cnn.
 
Domenica 20 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 23-08-2017 03:34

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5 di 7 commenti presenti
2017-08-21 15:42:42
Per fortuna che ha questi quattro missili e l'incognita bomba nucleare altrimenti per bello capelli americano la Corea sarebbe ridotta ad un cumulo di macerie. Quando si eleggono dei pazzi al potere il rischio è sempre alto.
2017-08-21 14:19:48
Se non esistesse questo pazzo criminale gli usa dovrebbero inventarlo. Guai a non avere nemici....
2017-08-20 22:37:21
ci sono volonta' nel mondo occidentale di completo controllo del pianeta, il centro e' la siria da qui si diramano interessi globali di cui la corea del nord e' un tassello , chi vuol capire capisce queste mie affermazioni .
2017-08-20 19:42:57
E credo di rimanere nel tema, proponendo una riflessione,solo apparentemente paradossale sul ruolo della Bibbia soprattutto nella politica estera degli Stati Uniti, In questo particolare momento della Storia, in cui la minaccia dello Stato Islamico viene letta o, almeno si cerca di leggerla, non come una guerra di religione, ma come quella di una frangia estremista,colma solo per caso, in modo preoccupante ,di memorie storiche,anche una lettura più attenta di una politica estera,quella della maggiore potenza mondiale,che veste i panni a due facce, della morale e della libertà, non và trascurata. FM
2017-08-20 18:58:01
Nel conflitto a parole tra Kim Jong-un e Donal Trump abbiamo assistito allo scontro tra due retoriche, quella del dittatore della Korea del Nord e quella del Presidente degli Stati Uniti. Kim espone un piano studiato fino ai minimi particolari,che prende a bersaglio Guam,senza in effetti minimamente colpirla:verrebbero lanciati quattro missili nelle acque intorno all'isola del Pacifico,in ognuno dei punti cardinali, nord ,sud, est, ovest realizzando un cerchio di fuoco "enveloping fire", in linguaggio tecnico militare "braketing". La risposta di Donal Trump minaccia fuoco e ferro. Tra la retorica tecnica del dittatore nord coreano, che oggi si arricchisce di ulteriore razionalità, ricordando come manovre militari possano rappresentare minaccia, e quella biblica del Presidente degli Stati Uniti, la più pericolosa, perché irrazionale é quest'ultima.. FM
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