Olanda, un argine ai populisti: vince il premier Rutte. Wilders non sfonda

di Francesca Pierantozzi
L'AJA - L'Olanda non incorona Geert Wilders populista d'Europa. Il Partito per la Libertà del crociato anti-Islam e anti-Ue non è riuscito a sfondare il soffitto di vetro e a vincere questo primo test del lungo anno elettorale europeo. «Vedremo, comunque andrà, non mi fermerò», aveva commentato prima di andare a votare in una scuola alla periferia dell'Aja Wilders, che non ha organizzato nessuna serata elettorale perché, ha fatto sapere a tutti, «noi non abbiamo abbastanza soldi». Il suo Pvv avrà più voce in parlamento (sale da 14 a 20 seggi, secondo risultati ancora non definitivi) ma resta molto indietro rispetto all'avversario liberale, il premier Mark Rutte, leader del Vvd, al governo dal 2010.

 
 


LE PREMESSE
Rutte aveva promesso di «fermare il cattivo populismo» e ci è riuscito, anche se a fatica: ha perso 8 seggi, ma rimane arbitro della politica del paese, con 33 rappresentanti alla Camera su 150. Sul solito twitter Wilders ha ritrovato subito verve e stile: «Abbiamo guadagnato dei seggi! È una prima vittoria! Non ho ancora finito con Rutte!».

Rutte ieri sera festeggiava in tv: «È una serata importante per tutta l'Europa». Al premier spetta adesso l'arduo compito di formare una coalizione (per gli esperti potrebbero volerci mesi) ma il peggio, almeno per ora, è passato. Grazie probabilmente alla crisi con la Turchia. La mano ferma di Rutte, che ha vietato l'ingresso ai ministri turchi che avevano programmato comizi pro-Erdogan, gli ha giovato.

LA CHIAMATA DI JUNCKER
Ieri in tarda serata ha ricevuto la telefonata del presidente della Commissione Juncker che si è congratulato «per la netta vittoria» e ha salutato «un voto per l'Europa, contro gli estremisti».

La mannaia degli elettori si è abbattuta sui laburisti: dividevano la responsabilità del governo con i liberali dal 2012 ma sono stati loro a pagare il prezzo più alto. Il PvdA, il partito di centrosinistra del primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e del presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloen, ha perso quasi trenta seggi, passando da 38 a 9.

Il trionfatore della serata è stato invece il verde Jesse Klaver, trentenne leader dei Verdi dei GroenLinks, il Justin Trudeau d'Olanda: guadagna dieci seggi (da 4 a 14), è il primo partito a Amsterdam. Difficile sapere se riuscirà a entrare nel futuro governo di Rutte, che non mancherà di guardare al centrodestra ma che si trova davanti un paesaggio politico molto spezzettato. Bene hanno fatto ieri anche D66, partito pro-Europa, che ha fatto una campagna centrata su educazione e occupazione, e i cristiano democratici del Cda di Sybrand Buma, che hanno invece offerto rifugio a chi voleva sentir parlare di tradizioni, famiglia e protezione sociale senza fughe dall'Europa (entrambi hanno conquistato 19 seggi).

Mai elezione era stato tanto incerta. Ben 28 partiti hanno partecipato alla competizione (con sistema proporzionale integrale) per un totale di 1114 candidati per 150 seggi in palio. Gli olandesi sapevano di avere gli occhi europei puntati addossi e si sono mobilitati in massa. L'affluenza ha superato l'80 per cento, ma così alta dalla fine degli anni Settanta. «Alla fine ho rinunciato, dovevo andare a lavorare, c'erano due ore di fila» racconta Kurtius, conducente di taxi all'Aja, confessando che non avrebbe votato Wilders ma non era sicuro della sua scelta e alla fine ha preferito lasciar perdere.

L'URNA SIMBOLO
Alla stazione dell'Aja, invece, dove un seggio è stato piazzato tra il terzo e il quarto binario, gli elettori in coda, quasi tutti giovanissimi, non esitavano a dichiarare il voto, all'entrata e all'uscita. Nessuno per Wilders, quasi tutti per D66. «No, non ho paura, ma sento questo voto sulla mia pelle» dice per tutti Fatima, 21 anni, studentessa in Giurisprudenza. È nata a Maastricht, studia a Utrecht, un velo marrone molto elegante le copre i capelli, «uno straccio sulla testa» lo ha definito Wilders, in una delle sue tirate anti-musulmane. «È molto importante per me votare oggi. Questo è il mio paese e io voglio dire quale paese voglio, ma una cosa è certa: non ho paura. Wilders non mi fa paura, non vedo gente intorno a me che pensa quello che dice lui. L'Olanda è molto diversa da quella che è stata raccontata dai media e dai giornali».

 
Giovedì 16 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2017 09:31
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5 di 60 commenti presenti
2017-03-17 22:49:17
@ammianus quello che lei scrive è un'ulteriore conferma dei nostri timori. Gente che si scanna tra di loro, divisa in mille tribù, eternamente in guerra, che calpesta i più elementari diritti umani, che considera la donna essere inferiore, che non segue altra legge che quella coranica, che infibula le bambine e obbliga le donne a coprire visi e corpi , che ancora pratica la lapidazione per le adultere e le minaccia di morte se osano sposare un non musulmano e... potrei continuare nell'elenco. Se poi ci aggiungiamo il terrorismo che sgozza gli infedeli in nome di Allah... le chiedo: cosa devono fare ancora per dimostrarci che la convivenza con loro è pura utopia? Se a lei piace il Medioevo si accomodi nei loro Paesi. Io a casa nostra non li voglio.
2017-03-17 19:36:29
Noi, voi, ma noi chi e voi chi? Ammianus, spiegami dove mancherebbe la cognizione di causa nelle cose che ho scritto, manco tu fossi qui a illustrare chissà quale scoperta! Intanto non ho parlato di attentati. La volontà degli islamici di conquistare l’ Europa mi sembra evidente ed è anche esplicita da parte dei salafiti. Non con le bombe, ma con il seme della sharia (già assurdamente tollerata in alcune zone del nord Europa) unita al nostro lassismo, alla nostra denatalità, all’ importazione di immigrati islamici. Basta leggere sulla home page de Il Messaggero le parole di Erdogan che invita i turchi a fare 5 figli “per essere il futuro dell’ Europa”. Da non tralasciare anche la sua necessità di fare campagna elettorale in Europa. Perché? Perché sa che quei turchi sono prima di tutto turchi anche se nati in Olanda e che moltissimi voteranno per lui. E’ indifferente per noi che l’ Islam non abbia una guida e che sia diviso, perché mi sembra che l’ odio verso l’ occidente sia un elemento su cui l’ Islam si unisce più che dividersi: nei giorni prima delle elezioni olandesi il partito di turchi Denk ha fatto pressione sugli imam delle delle moschee marocchine perché votassero per loro che sono turchi. Ecco, cosa unisce più della religione i marocchini ai turchi, in Olanda?
2017-03-17 18:00:40
x aida e mig20 Io non so se voi vi rendete conto delle assurdita che scrivete. Fatto salvo che gli attentati di ogni genere sono un tragedia e che occorre fare di tutto per evitarli, di qui a dire che dietro gli attentati c'e il consapevole tentativo degli islamici di conquistare il mondo ce ne passa. Chiunque abbia una sia pur superficiale dell'islam sa che da 100 anni, ovvero da quando Aataturk caccio l'ultimo sultano, l'islam e senza guida. Da oltre 100 anni gli islamici sono impegnati in una lotta fratricida tra loro per la conquista della guida della loro religione. Un vincitore in questa lotta non e ancora in vista. Anzi, le lotte ra loro sono diventate ancora piu feroci. Altro che "piani contro l'occidente". Tutte le affermazioni di singoli musulmani contro di noi cosi come gli stessi attentati sono politicamente completamente inefficaci proprio perche manca una guida e un piano. Mi spiace ma gli ingenui non siamo noi "politicamente corretti" ma voi che parlate senza cognizione di causa. Saluti.
2017-03-17 00:43:41
Si è fatto un gran parlare delle elezioni olandesi e soprattutto dello “spauracchio” Wilders, ma nessuno ha raccontato l’ agghiacciante novità portata da Denk, il partito del turco-olandese Kuzu, che ha ottenuto 3 seggi (il 2%) ed ha preso i voti dei musulmani, sia di quelli che prima votavano per il PvdA , sia dei salafiti che prima non votavano affatto. Sembrano pochi, ma nelle grandi città le percentuali crescono: ad Amsterdam arrivano al 7,5% e a Rotterdam al 8,1%. Denk, ovviamente, non si è espresso sulla lite fra Turchia ed Olanda dei giorni scorsi. E, molto rispettoso della stampa, dopo la chiusura delle urne ha ammesso a riprendere le immagini degli esponenti soltanto i giornalisti del canale televisivo pubblico. In quella sala c’ erano solo uomini, pare che le donne fossero in un’ altra. Ecco, adesso gli immigrati musulmani hanno “finalmente” la loro rappresentanza in Parlamento, che per me rappresenta un’ ulteriore prova della loro mancata integrazione.
2017-03-17 14:47:15
Aida, come sempre, hai ragione. L'Olanda, ma anche tutta l'Europa , sono cieche. Stanno clamorosamente sottovalutando il pericolo Islam. Io l'ho sempre pensato che i musulmani in un primo tempo votano i partiti che li accolgono e li coccolano, ma appena ottengono la possibilità di votare ( jus soli)...... si formano i loro partiti islamici a cui seguono tribunali islamici che impongono la sharia. Non ci vuole chissà quale intelligenza per capirlo. Del resto la grande Oriana Fallaci l'aveva previsto in tempi non sospetti..."... entreranno nei nostri Paesi grazie alla nostra democrazia e ci sottometteranno col il ventre delle loro donne...." . Troppo pochi nei Governi l'hanno presa sul serio ma il dramma è che ne pagheremo TUTTI le conseguenze.
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