Presidenziali, domani l'Iran al voto: ultimi appelli di Rohani e Raisi

Si è chiusa ufficialmente, quando in Iran erano le 8 del mattino (le 5.30 in Italia), la campagna elettorale per le dodicesime elezioni presidenziali. Come ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna, il silenzio elettorale di 24 ore precederà l'apertura dei seggi, prevista per domani mattina sempre alle 8 ora locale. Ieri sera i due candidati più accreditati rimasti in corsa per la presidenza, il presidente uscente Hassan Rohani e il Custode del santuario dell'Imam Reza Ebrahim Raisi, hanno rivolto gli ultimi appelli ai loro elettori. Entrambi hanno scelto Mashad, città santa dell' Iran nordorientale, per i comizi finali.

Rohani ha spiegato che il suo governo ha restituito all' Iran la fetta di mercato petrolifero che, a causa delle sanzioni, era finita in mano ai sauditi. «Avete consegnato il nostro mercato petrolifero all'Arabia Saudita. Noi l'abbiamo ripreso», ha dichiarato il presidente uscente, citato dal sito di Press Tv. Rohani ha aggiunto che, se verrà eletto, il suo governo lavorerà per la «pace» e il «progresso» e ha avvertito i suoi sostenitori che il voto di domani è una scelta tra «inganno e onestà». Raisi, invece, è tornato ad attaccare l'amministrazione Rohani indicandola come responsabile dei problemi economici del Paese e ha promesso una lotta senza quartiere alla disoccupazione. «Promuoveremo il lavoro e creeremo un milione di nuovi posti all'anno così che il popolo mantenga la sua dignità», ha affermato.

Il ministero dell'Interno iraniano ci ha ripensato e ha deciso che i conteggi delle elezioni presidenziali di domani saranno comunicati gradualmente. Lo ha reso noto il vice ministro, Mohammad Hossein Moqimi, precisando che il ministero ha deciso di pubblicizzare gradualmente i risultati dopo consultazioni con il Consiglio dei guardiani che si era dichiarato contrario alla decisione di fornire soltanto i dati finali.


Ieri il ministro dell'Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, aveva annunciato che i risultati delle presidenziali sarebbero stati resi noti soltanto dopo la conclusione dello spoglio e la convalidazione da parte del Consiglio dei guardiani. La spiegazione fornita dal ministro faceva riferimento al fatto che «durante elezioni precedenti» (il riferimento sembra essere ai fatti del 2009 che sfociarono in violenti scontri, ndr), quando i risultati delle votazioni «arrivavano di volta in volta da diverse province in modo intermittente, il numero di voti dei candidati si spostava notevolmente, favorendo speculazioni selvagge su tali numeri oscillanti»
Giovedì 18 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:55

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