Turchia, Alfano chiama Cavusoglu: «Liberate subito Del Grande»

«Ho ribadito la nostra ferma richiesta per il rilascio immediato di Gabriele Del Grande nel corso di una telefonata con il collega turco» Mevlut Cavusoglu. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano rispondendo ad una domanda sulla vicenda e aggiungendo di aver ricevuto il «massimo impegno» dal governo turco sul fatto che «le procedure verranno concluse al più presto».

«Ho ribadito con forza che la questione delle procedure non può in alcun modo impedire l'assistenza legale e consolare e ogni forma di sostegno e mi è stato assicurato che quanto è nelle loro possibilità per rendere rapida questa procedura sarà fatto. Quindi il caso è seguito al massimo livello e con la massima attenzione possibile», ha sottolineato il ministro.

«Ho in fase di lavorazione un contatto mio personale e diretto con il Governo turco, per fargli capire chiaramente qual è il livello di attenzione del nostro Paese su questa vicenda», aveva detto nel pomeriggio il ministro degli Esteri, intervenendo a margine di una tappa del roadshow
Italia per le imprese in corso a Pescara.

«Abbiamo esercitato tutte le pressioni che la diplomazia permette di esercitare - ha aggiunto il titolare della Farnesina -. Abbiamo, inoltre, chiesto una visita diplomatica presso la struttura dove si trova in questo momento Gabriele Del Grande. Ringraziamo tutti coloro che sono in azione per restituire alla libertà piena il nostro connazionale», ha detto, aggiungendo che «siamo in costante contatto con la famiglia». 

Una delegazione del consolato italiano di Smirne si era intanto recata nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea meridionale della Turchia, dove è trattenuto Gabriele Del Grande, il documentarista e giornalista italiano fermato 10 giorni fa durante un controllo al confine con la Siria. Lo apprende l'Ansa da fonti diplomatiche. Un'iniziativa che però è naufragata: «Il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di Gabriele Del Grande sono andati nel carcere dov'é detenuto il giornalista italiano, ma le autorità turche gli hanno impedito di vederlo», a dare la notizia, durante una conferenza stampa al Senato, è il presidente della Commissione per i Diritti umani Luigi Manconi che ha avuto un colloquio telefonico con l'avvocato di Del Grande.​

L'invio di una rappresentanza consolare era stato disposto dal ministro degli Esteri, Angelino Alfano, mentre l'ambasciatore d'Italia ad Ankara, Luigi Mattiolo, ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. Ieri, in una breve telefonata ai familiari in Italia, il 35enne reporter toscano aveva raccontato di essere stato trasferito a Mugla dopo essere stato inizialmente trattenuto in un altro centro di detenzione nella provincia di Hatay, al confine turco-siriano.

 
Mercoledì 19 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-04-2017 12:13

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5 di 14 commenti presenti
2017-04-20 11:55:28
Abbiamo l'Argentina del '77 a due passi dall'Italia e stanno tutti zitti sotto ricatto dell'invasione profughi. Bell'Europa democratica, cristiana e liberale. Complimenti!!
2017-04-20 10:08:57
L'italia prima del fascismo era una democrazia La Germania prima di Hitler era una democrazia La Turchia prima di Herdogan era una democrazia diciamo che non vogliamo la Turchia in Europa, perché dice le stesse cose dell'Isis,
2017-04-20 08:29:32
Il titolo di un b-movie: Alfano intima la Turchia ride.
2017-04-20 08:18:33
Ancora non si è capito che in certe situazioni forse è meglio non andare a sfrugugliare come è capitato a Regeni in Egitto Il nostro giornalista è andato in zone vietate ai giornalisti vedi il caso di Mosul dove non muore nessun bambino o donna mentre ad Aleppo dove si deve scrivere contro la Siria di Assad c'è il pienone e si scrive anche delle slogature per fuggire Non ha tenuto presente che una moltitudine di giornalisti turchi è stata arrestata e che altrettanti giornali sono stati chiusi un dubbio se lo poteva far venire In certe zone di guerra succede di tutto ma se nessuno lo documenta è come se non succeda nulla. La Turkia non è più una nazione dove si può circolare liberamente e dove c'è una dittatura strisciante
2017-04-20 08:12:43
Se l' è cercata. Non doveva provocare. E' in corso una guerra civile in Siria. I Turchi per difendere la loro integrità territoriale combattono contro i Curdi. Ma cosa è andato a fare lì, al confine tra Turchia e Siria . Perchè voleva passare il confine e per quale motivo ?
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