Fine vita, si può dire no alle cure
Oggi l'ok della Camera

di Claudio Marincola
Dopo rinvii di anni, scontri e polemiche a non finire, la Camera si prepara oggi - salvo sorprese - a dare il primo sì al biotestamento. Il ddl passerà poi al Senato, dove però il rischio che torni a impantanarsi è alto. È la prima tappa di un percorso che regolamenta l'eventuale scelta del paziente al fine vita, sospendendo in modo consapevole le terapie. Definiti anche i punti più critici: il diritto del medico a non staccare la spina esercitando l'obiezione di coscienza, e la scelta del malato di rifiutare l'idratazione e l'alimentazione artificiali. Il primo articolo del disegno di legge, l'architrave del provvedimento, è passato ieri a larga maggioranza, con 326 voti favorevoli, 21 contrari e 2 astenuti, mentre il voto complessivo è slittato ad oggi. In Aula si è formata un'inedita alleanza Pd-M5s e Mdp, che ha già scatenato non poche polemiche.

VIDEOMESSAGGIO
Uno dei più punti contestati è l'obbligo esteso alle strutture cattoliche, una scelta che ha creato non poche divisioni e malumori anche all'interno del Pd. Se sul piano politico la novità più rilevante è il fronte inedito che si è creato con i grillini, che avevano già votato sul web e si erano detti favorevoli anche all'eutanasia, su quello etico si apre la strada alla scelta consapevole per definire il percorso di fine vita. La legge non prevede l' abbandono terapeutico del paziente: il medico si deve astenere dall'accanimento, ora definito «ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure nella fase finale della vita» e si prevede esplicitamente il ricorso alla sedazione palliativa profonda quando necessaria. Previsto il caso in cui il paziente, date particolari condizioni, possa esprimersi attraverso un video messaggio.

MAGGIORANZE ALTERNATE
In Aula il percorso non è stato del tutto agevole, 160 gli emendamenti presentati, decisivo quello di Mario Marazziti (Cd) che stabilisce il divieto di accanimento terapeutico: «Il medico non ha obblighi professionali». Un passaggio fortemente voluto dai deputati di Alternativa Popolare. Ha prevalso la logica delle maggioranze alternate: per la possibilità del paziente di rifiutare le cure si è battuto ad esempio l'asse Pd-M5S. Mentre per l'obiezione di coscienza è stato decisivo l'accordo Pd-Ap con il sostegno trasversale di Udc, FI, Des, Lega e il voto contrario di M5S e Mdp.
«Abbiamo votato a favore, perché salva un ultimo spiraglio di non automaticità nel rapporto fra medico e paziente- rivendica il presidente dei deputati di Ap Maurizio Lupi- riducendo chi ha il dovere della cura a mero esecutore delle disposizioni di chi si è affidato a lui».

All'esame dell'Assemblea è finito l'art. 2 che regolamenta il caso di pazienti minori o incapaci di intendere. L'emendamento presentato da Giovanni Monchiero, (Civici ed Innovatori) approvato dall'Aula stabilisce le norme in materia di disposizioni anticipate di trattamento (Dat): «La persona minore ed incapace ha diritto alla valorizzazione della propria capacità di comprensione e di decisione, deve ricevere informazione sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nelle condizioni di esprimere la propria volontà». Paola Binetti Udc, aveva proposto una diversa formulazione, le informazioni «fornite in accordo con i genitori», ma il suo emendamento è stato bocciato.

Soddisfatti i radicali, con l'Associazione Luca Coscioni parla di passo avanti. Ma accade nello stesso giorno in cui Mina Welby e Marco Cappato, rispettivamente presidente e tesoriere, vengono iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Massa per il reato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla morte di Davide Trentini, morto per suicidio assistito in Svizzera. Fortemente critici i leghisti per i quali ieri si è consumato un «grande inciucio» Pd-M5S. Dopo il via libera della Camera l'iter proseguirà in Senato dove i numeri sono incerti e la maggioranza intorno al ddl è ancora tutta da costruire.

 
Giovedì 20 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:13
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5 di 12 commenti presenti
2017-04-20 21:12:36
Ma n'è mejo na bella terapia alla morfina? Popolo de beghine! È giusto che di certi problemi se ne faccia carico la sanità pubblica proprio per togliere il potere dalle mani dei privati, come fu per l'aborto, dove se hai i soldi ti puoi permetterti di tutto sennò soffri come un cane perché il Papa e i suoi fedeli sennò si arrabbiano.
2017-04-20 13:08:58
buffonata all'italiana ,legge ne carne ne pesce che lascia spazio a tante interpretazioni.se soffro indicibilmente non devo essere costretto a vivere nella sofferenza e se voglio devo potere morire e essere aiutato a farlo spingendo un bottone da me stesso e non di fame o di sete anche se sedato.Come al solito legge ipocrita e vigliacca.
2017-04-20 11:59:03
I radicali hanno violato la legge ed a causa di ciò è morta una persona (consenziente o meno) ed è giusto che paghino. Sopratutto perchè non hanno esitato a far morire qualcuno per mettersi in bella evidenza e diventare famosi. In realtà degli altri non gli interessa molto
2017-04-20 11:55:11
CHI stabilirà quando una malattia è incurabile? IL progresso scientifico avanza molto più velocemente della burocrazia e - anche facendo una lista di malattie - in pochi anni potrebbero diventare curabili delle malattie che prima erano inguaribili. Cosa si fa in questi casi? si aspetta il decreto ministeriale ???
2017-04-20 11:35:39
Se le carceri sono troppo piene viene fatta l'amnistia (o indulto) per fare spazio..... Se gli ospedali sono troppo pieni viene fatta una legge che ne permetterà l'abbattimento di quelli più gravi.....
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