Caos M5S a Genova, Grillo annulla le comunarie: «La candidata scelta dalla base non va bene»

Grillo
«In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l'immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l'utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis». Lo scrive sul blog Grillo secondo il quale «molti» esponenti della lista di Cassimatis «hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del MoVimento 5 Stelle». Grillo indice quindi nuove Comunarie a Genova, con votazione dalle 10 alle 19.

«Nella pagina di accettazione della candidatura per i candidati alle comunarie di Genova, che tutti i candidati hanno sottoscritto online, era stabilito che: "Il Garante del MoVimento 5 Stelle si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del MoVimento 5 Stelle", scrive il leader M5S. "Non ho nessun interesse se non il bene del M5S. Siamo la forza politica su cui i cittadini ripongono le proprie speranze per un'Italia migliore, per una Genova migliore. Non possiamo permetterci nessuna sbavatura. Rimetto a tutti gli iscritti certificati del MoVimento 5 Stelle la decisione se non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista, arrivata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco. Non lasciamo la mia Genova senza questa possibilità", scrive Grillo citando infine Gianroberto Casaleggio:
«Al minimo dubbio nessun dubbio».

«Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me», spiega il leader pentastellato. «Non possiamo permetterci di candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%. Vi garantisco che non accadrà, né a questa tornata delle comunali, né alle politiche. Le nostre selezioni rispetteranno il voto online, ma saranno rigorose. Non c'è più spazio per chi cerca solo poltrone», scrive Grillo.

«Apprendo ora che la mia lista, ancora fantasma in quanto non pubblicata, uscita vincitrice da una votazione democratica, è stata sconfessata da Beppe Grillo. Ne prendo atto», ha scritto Marika Cassimatis sulla sua pagina Facebook. «Aspetto che Grillo mi chiami per spiegarmi questa decisione. Siamo choccati da questa improvvisa fermata di una procedura democratica che aveva concluso il suo iter», ha poi detto all'Ansa. «Sono in attesa di capire i fattori nuovi intervenuti per questa decisione. Aspetto che Grillo mi spieghi. Genova si è espressa in modo democratico». «Sono una attivista già candidata alle elezioni europee e regionali e la presentazione della mia candidatura è avvenuta più di un mese fa. Se c'erano obiezioni potevano dirlo prima», ha aggiunto Cassimatis. «Grillo contesta la lista di chi mi ha votato, io non li conosco neppure tutti. In nome della trasparenza mi aspetto che mi si dica quali sono gli elementi che hanno portato a questa decisione», ha aggiunto Cassimatis.

E ancora: «Ero già in campagna elettorale, il mio nome era già sul blog come candidata sindaco per Genova. Quanto avvenuto lascia molto perplessi». Dopo aver vinto a sorpresa le comunarie su Luca Pirondini, vicino ai vertici del Movimento e alla consigliera regionale Alice Salvatore, riferimento di Grillo in Liguria sulla rete si era scatenata una 'guerra' tra le due fazioni. Cassimatis è considerata più vicina ai movimentisti. «Io non chiamo Grillo, il riferimento è lo staff. È lo staff che controlla. Sono disponibile a un confronto, se avranno qualcosa da chiedere, ma sono loro che dovranno farmi vedere quali sono gli elementi contestati».

«Mettere in dubbio una votazione democratica on line, punto cardine del MoVimento 5 stelle, è un fatto molto grave», rincara Cassimatis. «Un episodio così non era mai accaduto. Genera insofferenza nella base. La trasparenza è un nostro cardine, così viene meno».
Venerdì 17 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2017 07:56

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5 di 87 commenti presenti
2017-03-19 13:33:37
Per la serie: la democrazia va bene finchè si vota come vuole il ducetto di turno. Sennò si chiama anarchia. E ci stupiamo di Erdogan ?
2017-03-20 19:27:03
Lei parla a vanvera. Tutti gli iscritti al M5S firmano un Regolamento che da il potere al Direttivo di esprimere l'ultima parola sui candidati risultati primi nelle elezioni online!
2017-03-18 07:00:10
E' veramente incredibile che un sacco di gente si fa comandare e menare per il naso da un ex comico fallito, un pregiudicato quasi 70nne che cavalca la tigre della demagogia unicamente per i suoi loschi fini. Finge una parvenza di democrazia ma poi, alla fine si fa solo quello che decide lui; vedasi Roma dove la Raggi e' una specie di marionetta a cui periodicamente lui va a dare la carica.....ma davvero questo figuro e' convinto che gli italiani siano tutti buoi da condurre al pascolo?
2017-03-17 23:50:36
Pruflas, usare il PD come scudo dietro cui ripararsi, è una pratica logora: la già e assai più proficuamente e per 20 anni gestita il suo compare Berlusca; quanto a far la comparazione o, se preferisce, la pesa delle malefatte sul bilancino della demagogia, be', il metodo promette mica bene sul futuro del "suo" movimento; siete appena arrivati e già vi misurate con chi sta su piazza dal dopoguerra. Il suo pensiero politico è nullità, solo un raffazzonato collage con ritagli eterogenei, male assortiti e incollati ancor peggio... e già tutti dismessi, o rottamati. La vecchiaia non è un reato, forse una colpa... un indizio di vita non spesa? ma no, purché il "Vecchio" non sia un depresso rancoroso e avido di denaro e popolarità e potere, così, per fingere con se stesso di valere almeno un soldo bucato. Senza stima, anzi con fastidio, evito di salutarla.
2017-03-17 18:02:23
Per qualcuno, dico tipo la Cirinnà, dapprima la questione inaccettabile non era solo il matrimonio tra uomo e donna, o tra Pino Marittimo e Scalfarotto, ma era l'eleggibilità del sindaco Raggi, (semplicemente ridicolo). A certe farse ne seguono altre e quindi lo stato di indecenza si spostò sulla legittimità delle prestazioni avvocatorie della tessa sindaca presso lo studio Previti e le sue presunte omissioni su curriculum, ma che non si sappia che Sala omise bene altro, come di avere case e compagnie sparse per l'Europa, o che la Fedeli Ministro si fosse autoassegnata ad un inquadramento di qualifica superiore (ministro) per conseguimenti mai di fatto conseguiti, che allora che vuoi che sia se pure babbo natale Cantone li rincuora tutti come fossero vecchie comari con cui giocare a burraco sotto al calore del camino. Per qualcuno il problema era poi l'approvazione del bilancio comunale, che comunque arrivò in tempo, persino prima di quello di Sala, se l' approvazione del bilancio per Milano è in essere da NEMMENO un mese senza che nessuno nel frattempo gridasse alle tegole finite sulle tempie della bella madunina tutta bela e picinina che per Milano si faceva un'eccezione dando in concessione al suo sindaco masculo la possibilità di una serenità lavorativa ritenuta evidentemente preziosa ma solo nella capitale delle Banane e delle Palme di Francesco Sforza, forse perché quei fatti, quelli si erano concernenti materie delicate. Se Fucito capo di gabinetto della giunta Marino prendeva 190 mila euro all'anno, ne furono inizialmente fatti risultare meno della metà per fare ammuccare il popolo bue ed alzare polemiche contro la Raineri, per non parlare della figuraccia fatta da Cantone a riguardo e senza nemmeno accennare alle teorie neoliberiste del PD pro Business Park dello Stadio della Roma secondo le quali più il progetto è grande, più le torri gemelle sono a coppia di tressette e più si garantiscono opere pubbliche a onere privato e meglio è, che allora mi domando perché non ci stiano già lavorando al progetto della Morte Nera o di una nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria-Titano di Saturno con scalo a Nouakchott. Per non parlare degli esposti piovuti sulla giunta da casa PD, evidentemente preoccupati che non ci si muovesse sin dal principio, e come è caro al partito degli scissi, secondo i sacri vincoli della legalità, ma secondo magari interessi personalistici. Il primo esposto del PD, tanto era la smania, camuffatosi dietro le effigi dell'Anlep risale a poche ore dall'elezione del sindaco, il 19 giugno 2016, tanto per dire quale amore vi fosse per la città da parte del partito degli scissi, al punto che Alfonso Sabella, da grande accusatore, dopo poche ore venne a sua volta indagato dal CSM. Per qualcuno la completezza della giunta, un po' come il bilancio di prima o come qualsiasi altra cosa di incompiuto potremmo dire, che ne so, una buca sulla Salaria-Flaminia già presente ai tempi di Tullio Ostilio, o come l'autostima dell'uomo di sinistra, diviene elemento fondamentale ed imprescindibile negli altri, al punto che i tentativi di ostracismo si fanno vespaio che ronza come una perpetua attorno ad una giunta che non può dipendere da assessori estranei ai meccanismi di un comune fatto di 20 circoscrizioni e che in taluni casi specifici non può non affidarsi a professionisti in continuità con le gestioni e gli affaristi precedenti, anche se, capisco, assegnare Malagrotta a Mr Magoo nato a Cuneo a qualcuno sarebbe andato più che bene. Senza tirare in ballo la Muraro e la pena della questione dell'avviso di garanzia che quando hanno capito che non arrivava quelli che ne chiedevano spiegazione appena prima si sono messi a dire che era un cavillo (ma se è un cavillo che diamine blateri per una settimana) basterebbe ricordarsi che mafia capitale è stata la nemesi della macchina amministrativa romana, lasciata in soggezione degli scranni ieratici del Vaticano, senza personale qualificato, senza regolamentazione e senza soldi, con gli sopravvissuti non indagati che lo sarebbero comunque stati presto se solo si fossero permessi di accettare l'incarico, che la fedeltà corporativa su questo si basa. Mentre che metà governo presto si bagnerà gli stinchi nella vergogna di non poter garantire tanto la'AD Consip Marroni quanto Lotti, parlare di questa menata Genovese è come tentare di coprire un pachiderma in pieno must con un paio di pannolini sporchi al grido di "amateci di meno e votateci di più".
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