Brexit, la May propone due anni di transizione per arrivare indenne alle elezioni del 2022

di Marco Conti
dal nostro inviato
FIRENZE Stretti rapporti su sicurezza, migranti e terrorismo. Mani libere su tutto il resto perchè i cittadini britannici hanno voluto riappropriarsi della propria sovranità. Theresa May parla poco più di mezz’ora a Firenze “culla della civiltà”, ma non offre particolare novità se non i due anni di transizione che chiede vengano posti nella trattativa che gestisce Michel Barnier.
 
 

Un’esigenza che là premier britannica spiega con l’esigenza di dare a privati ed imprenditori là possibili di organizzarsi, ma che - calendario alla mano - finisce col far coincidere il tutto con le elezioni del 2022 che si terranno nel Regno Unito. Infatti a marzo 2019 dovranno terminare i negoziati e da lì in poi dovrebbe partire la fase biennale di transizione. A quella data, ovvero nel 2022, la May punta ad arrivare senza che gli effetti della Brexit si siano prodotti per intero.

Ancora una volta le ragioni di politica interna condizionano pesantemente le scelte di politica estera.

Nessuna apertura sulla libera circolazione delle persone che potrebbe scattare subito, a conclusione dei negoziati.

La May è in difficoltà e si appella più volte nel suo discorso alla capacità creativa che occorre avere in momenti come questi. Un elemento che però scarseggia sia a Bruxelles che a Berlino.
Venerdì 22 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:39

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