M5S, verifiche sui rimborsi dei deputati: buco di un milione. Di Maio: «Fuori le mele marce»

Sono in corso, a quanto apprende l'agenzia Ansa, le verifiche dei vertici M5S sulle restituzioni volontarie fatte sul conto del microcredito. Dai primi riscontri si evince che non solo i parlamentari, ma anche alcuni consiglieri ed europarlamentari versano i rimborsi sul conto e, dai calcoli fatti, i vertici sottolineano che «mancano più soldi di quanto affermato dalla stampa».Mancherebbe all'appello oltre un milione di euro.
Dallo staff di Luigi Di Maio si fa sapere che chi ha violato le regole interne avrà «lo stesso trattamento di Andrea Cecconi e Carlo Martelli».

I vertici del M5S hanno poi chiesto in via ufficiale al Mef l'accesso agli atti per avere l'elenco dei portavoce che hanno effettuato i versamenti con il totale dell'importo versato nei 5 anni da ognuno di loro. Per coloro per i quali i controlli non risulteranno congrui con quanto affermato sul sito tirendiconto.it si prospettano le stesse, severe, misure, adottate per i due parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli, «pizzicati» dal servizio delle Iene andato in onda sul web ieri sera. «Abbiamo verificato - confermano all'Adnkronos dai vertici M5S - che sul fondo arrivavano bonifici non solo di deputati e senatori, ma anche di parlamentari uscenti e dei gruppi M5S di alcune Regioni. Pubblicheremo in chiaro tutti i dati e chi non ha versato verrà espulso».

Sono ore di fibrillazione insomma all'interno del Movimento, mentre si aspetta il verdetto dei probiviri su Andrea Cecconi e Carlo Martelli, i due parlamentari pizzicati dalle Iene. Anche se, viene spiegato, sulla loro sorte all'interno del Movimento non c'è alcun dubbio: verranno espulsi come richiesto dal capo politico. Intanto però c'è preoccupazione per gli altri parlamentari che potrebbero essere coinvolti nel caso rimborsopoli. Ad alcuni sospettati i vertici del Movimento, in attesa delle carte del Mef, avrebbero chiesto di fornire tutta la documentazione della propria banca controfirmata dal direttore di filiale. Dopo il caso dei bonifici annullati, viene spiegato, la diffidenza è altissima e ogni euro versato verrà verificato fino all'ultimo centesimo.

«L'arma della rendicontazione è stata usata in diversi casi contro chi non aveva una visione allineata con il vertice e in alcuni casi verso chi era uscito dal movimento per motivi diversi. Un modo per dire "è puro chi restituisce, gli altri non hanno dignità". È l'epilogo di cose che ho detto più volte: l'onestà si misura non a parole, ma con i fatti», afferma all'Adnkronos il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.

«Io non li posso impalare! È l'unica cosa che non posso fare!», ha esclamato Luigi Di Maio agitando le mani davanti alla telecamera delle Iene. Si riferisce a Cecconi e Martelli che hanno sfregiato l'immagine di un M5S in cui si tagliano gli stipendi, mentre loro si trattengono diverse decine di migliaia di euro. Una volta scoperti dalle Iene hanno versato le cifre mancanti. Ma è ormai scattata la paranoia Di Maio che ha ordinato verifiche a tappeto. «Facciamo gli accertamenti su tutti i bonifici che sono stati fatti e andiamo a vedere se quelli inseriti sono stati anche eseguiti», ha detto alla iena Filippo Roma.

CONTABILIZZAZIONE
Ora, il fondo PMI del ministero dove vanno a finire i versamenti volontari degli eletti M5S non registra la cifra complessiva che campeggia sul sito M5S ma non si tratta di un buco, dice Di Maio. Bensì dopo «le verifiche probabilmente è un problema di contabilizzazione perché dai calcoli del Mef non ci sono ancora, e questo è sicuro, i bonifici di gennaio e febbraio, cioè degli ultimi mesi di restituzione».

Ma quella credibilità su cui tanto puntava Di Maio è messa a repentaglio e lo costringe a fare verifiche, evidentemente non effettuate prima. «Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, ora ci dovete dare il tempo di controllare tutti i 670 bonifici», dice Di Maio che ha prenotato le sue restituzioni da ottobre in poi l'altro ieri. Molti portavoce sono in ritardo ed è scattata la corsa a mettersi in regola. Non è chiaro però se ci sono altri che hanno messo online assegni solo a parole.

DI MAIO: «FUORI LE MELE MARCE»
«Non permetteremo a nessuno di inficiare il nome del M5S. Le mele marce le trovo e metto fuori», ha detto il leader del M5S a margine della sua visita ad una palestra di Scampia. «Io non conosco i nomi ma sia chiara una cosa le mele marce ci sono ovunque. Da noi vanno fuori negli altri partiti li fanno ministri», spiega ancora Di Maio sottolineando di aspettare il resoconto del Mef per avere un quadro più preciso del caso.

Nel servizio delle Iene, Di Maio si mostra intransigente e pure seccato: «È interesse mio rispondere a tutte le domande», ribatte all'inviato Filippo Roma, che l'altro giorno è andato a cercarlo a Taranto. Il candidato premier M5S è tutt'altro che orgoglioso di quello che hanno fatto Cecconi e Martelli, come aveva detto, e diventa furioso persino con gli attivisti. «Silenzio, vi dovete stare zitti! Sta chiedendo cose legittime!», tuona un Di Maio stizzito dai militanti ciechi di fronte al caso dei bonifici taroccati. Il servizio tv sul M5S dovrebbe andare in onda questa sera ma è stato bloccato per motivi di par condicio e quindi potrebbe essere caricato online dove le restrizioni sono più blande. Matteo Renzi attacca: «Sta accadendo una cosa assurda: una trasmissione che non va in onda pur avendo un servizio bomba che riguarda alcuni candidati dei cinque stelle».

«Quando scopriamo qualcuno che sbaglia il M5S non lo protegge ma lo mette fuori». Ma fuori da cosa, esattamente? Di Maio promette solo ora i controlli dei probi viri sui bonifici, ma le liste sono chiuse e Cecconi e Martelli sono capilista con la rielezione in tasca. Si poteva prevenire? «Ma no, la polizia mica previene tutti i crimini, quando lo scopri lo punisci e basta», dice Di Maio. Se non c'erano le Iene, i Cinque Stelle non si sarebbero accorti dei bonifici solo inseriti e strombazzati online, ma in seguito non eseguiti. Insomma, non tutto l'oro che va online, luccica.
Domenica 11 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2018 01:39

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5 di 87 commenti presenti
2018-02-13 21:06:25
Proviamo a mettere la domanda nel giusto verso : invece di "come mai dovevano versare 23 milioni di euro e ne hanno versati 22" chiedere invece : "come mai loro ne hanno versati 22 e gli altri 0" ? Vediamo chi riesce a dare una risposta intelligente.
2018-02-14 12:47:26
Perchè è una loro iniziativa. Non è stabilito da nessuna legge dello Stato. Un fatto interno al loro movimento che non deve essere un discrimante dell'essere onesti oppure no.
2018-02-13 18:25:50
dai commenti si evince che tra De Benedetti e Berlusconi con i loro giornali e tv sono riusciti nel loro intento. Denigrare totalmente l'avversario.
2018-02-13 15:13:47
Leggendo i molti post. Mamma mia mi vengono i brividi.Tutti contro i grillini, Mi chiedo cosa hanno fatto di criminale.????? Loro hanno usato i propri soldi e di questi possono fare quello che vogliono. Lo stato non è stato derubato, Punto e basta,.Per me lo scandalo più grosso è il continuo aumento di sufragi per il centro destra guidato da un pregiudicato, poi lo scandalo più grande e quello che non hanno ancora un candidato premier. Insomma in Italia si vota alla cieca, e nessuno dice niente Tutti d`accordo.Siamo veramente bravissimi, imbattibili. Stiamo portando al comando politico dell`Italia un partito pur sapendo che non hanno un candidato premier..Cose che succedono solo in Italia.Stiamo dando all`estero una bellissima immaggine, bravi avanti cosi.
2018-02-13 14:25:45
Credo sia un problema che debbano risolvere internamente al loro movimento chi restituisce e chi no ... per quanto riguarda l'esterno votarli solo perchè restituiscono lo stipendio mi sembra una stupidaggine. A me da fastidio che pretendano che siano anche gli altri a farlo come se fosse il solo metro di giudizio. si potrebbe pensare anche che anche con lo stipendio dimezzato prima di fare i parlamentari guadagnavano di meno e che quindi non siano poi cosi fenomeni e preparati ma solo persone oneste si ... ma normali. Un parlamentare non dovrebbe essere una persona di un certo livello?
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