Migranti, al via il ddl Pd per la cooperazione in Africa

C'é una traccia in Parlamento di quell'«aiutiamoli a casa loro» proclamato nei giorni scorsi tra le polemiche da Matteo Renzi. Primi passi dell'iter in commissione Affari Esteri (dove è stata depositata lo scorso 6 giugno), di una proposta di legge, presentata alla Camera dalla deputata del Pd Lia Quartapelle Procopio, il cui obiettivo è conferire una o più deleghe al governo per rafforzare la partecipazione dell'Italia ai processi di sviluppo e di stabilizzazione dell'Africa, anche attraverso la costituzione di un Fondo ad hoc per la cooperazione.  

Gli indici di crescita demografica parlano chiaro: nei prossimi tre decenni gli abitanti dell'Africa saliranno a quasi 2,5 mld. Per affrontare questa emergenza, il governo italiano guidato proprio da Renzi ha elaborato il Migration compact che, scrive Quartapelle, «parallelamente al contrasto dei flussi irregolari di migranti e del traffico di esseri umani, disegna una strategia volta a migliorare l'efficacia delle politiche migratorie esterne della Ue agganciandole a misure per aiutare lo sviluppo» dei Paesi africani.  Si tratta di un piano articolato, che agisce anche attraverso la già dichiarata «volontà dell'Italia di aumentare il volume delle risorse destinate all'aiuto pubblico allo sviluppo per raggiungere» il livello massimo dello 0,3% del Pil entro il 2020. Il modello che si vuole «replicare in chiave africana» con la pdl è la «positiva esperienza» della legge 21 marzo 2001 adottata per la «partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo di Paesi dell'area balcanica».

Formazione e cultura, lavoro e sviluppo, stabilità e sicurezza a vantaggio delle società africane e di quella italiana, puntualizza ancora la deputata Pd, sono i pilastri di quello che è stato ribattezzato «Africa act» e che in prima battuta intende «promuovere lo sviluppo del capitale umano africano», con l'attivazione di programmi integrati di studio, partenariato tra le università italiane e africane, l'istituzione di borse di studio, attivando una sorta di «Erasmus» tra Italia e Paesi africani.  Un altro elemento fondativo della proposta Quartapelle (sottoscritta da circa 80 deputati anche tra le fila dei Civici e Innovatori), è il sostegno «all'imprenditorialità transnazionale migrante», anche attraverso la diffusione del microcredito e l'agevolazione degli investimenti e l'erogazione di finanziamenti. A tale scopo la pdl prevede che la Cassa depositi e prestiti Spa sia autorizzata a concedere crediti specifici.  

Nel contempo si propongono tutta una serie di misure di fiscalità di vantaggio per i soggetti che investono negli Stati del continente africano, strumenti per «agevolare il trasferimento di denaro e la riduzione dei costi delle rimesse dei migranti africani in Italia». Si potranno inoltre «negoziare accordi bilaterali con gli Stati del continente africano per definire un numero di permessi di ingresso e di lavoro in Italia, al quale corrispondono un uguale numero di riammissioni nei Paesi di provenienza dei migranti irregolari presenti sul territorio italiano».  Al fine di limitare l'impatto sulla finanza pubblica, gli interventi previsti sono realizzati mediante l'impegno delle risorse già assegnate ai Ministeri competenti, ovvero attraverso l'impiego dei finanziamenti a carico del fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche dell'Unione europea».  Per la realizzazione delle misure e degli interventi che richiedono oneri aggiuntivi verrà istituito un Fondo ad hoc per la cooperazione con l'Africa, gestito dalla Cassa depositi e prestiti Spa.
Domenica 16 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:25

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2 di 2 commenti presenti
2017-07-16 18:11:57
ogni giorno al via di qua e al via di la ma non fanno nulla, prendono solamente in giro un intero popolo. Ma quale ddl, ci vuole tanto a ritirare le navi della marina e a chiudere i porti all'istante e smetterla una buona volta per tutte di giocare ai pagliacci?
2017-07-16 15:48:21
Tutti soldi scippati in malo modo agli italiani. Grazie PD, fate veramente schifo.
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