Le Province resuscitate fanno un esposto alle procure: «Abbiamo le casse vuote»

Le Province italiane, resuscitate dalla vittoria del no al referendum costituzionale che avrebbe dovuto abolirle, tornano a lanciare il loro grido di dolore e lo fanno presentando anche esposti alle procure della Repubblica, alle Corti dei Conti regionali e alle prefetture, per cautelarsi rispetto a tragedie che potrebbero arrivare a causa della mancata manutenzione, da tre anni, di 3.600 edifici scolastici e di 100.000 strade.

«Faccio un appello al premier Gentiloni: presidente, non aspetti una ulteriore disgrazia nel Paese, smettiamola con la demagogia sulle province. I sindaci sono persone concrete e risparmiose, serve un decreto legge urgente per il loro finanziamento», ha detto il presidente dell'Unione delle Province d'Italia, Achille Variati, presidente della Provincia di Vicenza. «Le Province stanno progressivamente asciugando le proprie casse, molte sono già in dissesto finanziario, manca la percezione, da parte della politica, della gravità di questo fenomeno», gli ha fatto eco il vicepresidente dell'Upi, Carlo Vercellotti, sindaco di Vercelli.

Di qui la decisione non solo di presentare gli esposti cautelativi - che tutte e 76 le Province delle Regioni a statuto ordinario presenteranno oggi fino a lunedì prossimo - ma anche di organizzare una serie di appuntamenti per spiegare ai cittadini come stanno le cose. Per questo mercoledì 22 marzo negli istituti provinciali si terranno assemblee di sindaci, associazioni, cittadini e sindacati per spiegare la situazione in cui versa la viabilità provinciale; venerdì 24 marzo sono previsti invece incontri a livello locale con i dirigenti scolastici per illustrare la situazione in cui si trova la Provincia «che di qui a qualche tempo può trovarsi nelle condizioni non solo di non riuscire ad erogare servizi, ma neppure le utenze».

Infine i sindaci pensano ad una grande manifestazione da indire a Roma, «ma speriamo non ce sia bisogno» se il Governo emanerà il decreto legge che ha promesso in cui stanzierebbe risorse - ma non si sa quante - per le Province. Intanto oggi il presidente Variati ha anche messo in guardia il ministro dell'Interno Marco Minniti da possibili «problemi di ordine pubblico» dovuti al mancato pagamento, in alcune Province, degli stipendi dei dipendenti da mesi: è il caso di Vibo Valentia.
Venerdì 17 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2017 15:49

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2017-03-17 19:59:30
Facessero funzionare quello che già hanno, invece di sprecare altri soldi pubblici.
2017-03-17 19:22:36
Tanto hanno trafficato questi provinciali, che tutto sta tornando come prima. Da qui si vede il grande amore che certi mercanti hanno per le istituzioni: solo soldi, nient'altro che soldi e sempre pi√Ļ soldi. Questo √® il detto dei nostri politicanti, che a sentir Loro, si sacrificano ogni giorni per la comunit√†!
2017-03-17 17:57:06
Cioè le casse da morto sono vuote?
2017-03-17 16:13:00
E perche', il Cnel non ha diritto a cospicui finanziamenti? per non parlare del risarcimento morale di essere stato definito "ente inutile"? Inutile a chi? Certamente non a chi ci sta dentro e becca congrui emolumenti. Povera Italia, Paese di Pulcinella
2017-03-17 12:19:09
Io non intendo riempirle perchè ho votato per la loro abolizione. I soldi li chiedano a chi le ha volute risuscitare.
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