Rigopiano, Gentiloni: fatto ogni sforzo. L'ho detto alla Ue, useremo nuove risorse per il terremoto

«Credo sia stato messo in atto ogni sforzo possibile dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico per cercare di salvare i dispersi». Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendo in Senato sulla situazione di emergenza nel Centro Italia per il terremoto e parlando in particolare dell'albergo di Rigopiano, travolto mercoledì scorso da una valanga.

«Le risorse ci sono: 4 miliardi nella legge di bilancio e altri ci saranno come ho anticipato personalmente al presidente della commissione europea Jean Claude Juncker», sottolinea poi il premier parlando della ricostruzione.

«La prossima settimana vareremo un decreto. Nessuno immagini che sia un ritorno all'indietro, sarà un passo avanti e molto mirato nei suoi obiettivi», afferma ancora il presidente del Consiglio.

«Al di là di singoli errori che le inchieste accerteranno, abbiamo mostrato una capacità di reazione del sistema all'altezza di un grande Paese, non a caso abbiamo un sistema di Protezione civile all'avanguardia: non è di destra o sinistra, di questo o quel governo, è un patrimonio italiano che dobbiamo tenerci stretto», sottolinea poi Gentiloni. 

«Se ci sono stati ritardi e responsabilità saranno le inchieste a chiarire. Il governo non teme la verità che serve a fare meglio e non ad avvelenare i pozzi. Io che condivido la ricerca della verità non condivido la voglia di capri espiatori e giustizieri anche perché la storia è lesta a trasformare i giustizieri in capri espiatori», rileva poi il premier.

«Davanti alla concatenazione degli eventi in una crisi senza precedenti il dispiegamento delle forze, coordinate dalla Protezione Civile, è stato molto rilevante: dalle 4-5mila persone del 16-17 gennaio alle oltre 11 mila impegnate ieri e questo per raggiungere le frazioni isolate e soccorrere le persone in difficoltà con 3581 interventi di soccorso via terra e 32 elicotteri con oltre 300 missioni. A Rigopiano sono state dispiegate 200 persone il massimo possibile». Sono i numeri dell'assistenza dati dal premier nell'informativa al Senato.

«Nel momento di picco della crisi, il 19 gennaio, le utenze non allacciate hanno raggiunto il numero considerevole di 177mila, oggi ne sono rimaste solo alcune alcune centinaia nel teramano. È giusto a livello di Governo verificare in questa dinamica quanto abbiano inciso le circostanze eccezionali e quanto ciò abbia messo in luce problemi più generali di manutenzione», osserva ancora il presidente del Consiglio.

«Siamo orgogliosi dei nostri soccorritori, sono cittadini italiani esemplari: forte e unanime deve essere il sentimento di riconoscenza per le 11mila persone intervenute che si prodigano per salvare vite», afferma ancora il presidente del Consiglio. «Rimarranno impresse - continua - le immagini dei lutti ma anche quelle delle vite salvate, dello Stato che mobilita tutte le proprie energie e arriva in mezzo alla tormenta con sci e pelli di foca».



 
Mercoledì 25 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:34

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5 di 11 commenti presenti
2017-01-26 11:57:05
Nella seconda parte, da chi è dovuto partire con gli sci per arrivare, sicuramente si. Per la prima parte le domande sono veramente tante.
2017-01-26 11:54:55
Ennesimi errori che generano vittime e ricadono come danno economico sulla comunità. A cominciare dall’emergenza neve per cui “tutto era pronto” ai permessi di ampliamento forniti per trarre vantaggio per se e per gli altri. E i poveri soldati (protezione civile, pompieri) mandati in prima linea a spalare come carne da macello, con la grande responsabilità di salvare vite annientate da altri. Chi c’è dietro ? chi ha dato autorizzazioni ? chi non ha inviato lo spalaneve ? chi si è mangiato e continua a mangiare ad ogni aiuto che arriva ? chi si sfrega le mani ad ogni disastro perché sa che ad ogni calamità farà seguito un ricco banchetto ? Chi è il comandante ? basta prendersela con la povera gente, “divide et impera” dicevano i romani, questa è la strategia dei nostri politici da 2000 anni. Scarica barile e rimpallo di colpe per restare dopo anni di processi senza un responsabile . La protezione civile ha fatto quello che poteva, con fondi tagliati e con i pochi mezzi a disposizione. Tutto si è svolto sotto la responsabilità di qualcuno, che vengano utilizzati stipendi d’oro dei responsabili sotto cui si è verificata la tragedia, di coloro che hanno autorizzato, di chi non ha controllato, per risarcire chi ha avuto danno dall’evento e per ricostruire. Senza pesare ulteriormente sulla comunità. I nostri comandanti sono pagati anche per la responsabilità dovuta al ruolo che ricoprono. Si individui il responsabilie, il comandante, quello piu' in alto. A sua volta si rifarà lui sui suoi. Ma che intanto paghi.
2017-01-25 16:58:06
nel nostro paese l'ignoranza e la furbizia camminano mano per mano, quindi, sono e saranno sempre la causa di questi drammatici disastri preannunciati. E' dai tempi dei tempi che il "lupo cambia il pelo ma non il vizio", nel prendere innanzi tutto alla leggera l'orrendo e disastroso evento dei terremoti o di altri inaspettati eventi naturali, purtroppo, il DNA e' sempre quello, in quanto... quando non c'e' una sana, onesta corretta guida da chi e' in alto alle leve di comando nel proteggere i propri cittadini, "qualsiasi" battaglia sara' sempre persa perche ognuno fa quello che vuole, come vuole e quando vuole, ecco puntualmente i risultati.
2017-01-25 15:18:21
Capra e cavoli. Il terremoto è una cosa, la neve è altra cosa. Mettano in condizione finanziaria gli enti locali per gestire il piano neve con uomini e mezzi aggiornati all'anno 2017. Con il politichese del PD e la Ue gli stati nordici dovrebbero evacuare 9 mesi all'anno. Chissà perché Valle d'Aosta e Trentino non hanno di questi problemi, anzi la neve ormai se la sognano. La neve è una risorsa e sono riusciti a trasformarla in tragedia.
2017-01-25 14:43:38
Signor DINO1946 (13:18), condivido il suo post pero' volevo fare alcune precisazioni. L'Italia, piu' al centro-sud che al nord, e' patria di quanti non rispettano le regole. Ad esempio sono molte le citta' che non hanno un piano regolatore e praticamente tutte non lo rispettano. I responsabili di questa situazione sono soprattutto i cittadini "furbetti" che costruiscono edifici dappertutto tanto poi arriva il condono. E sempre i cittadini non si preoccupano affatto se i sindaci delle loro citta' hanno predisposto o meno piani di emergenza e previsto i mezzi necessari. Insomma, siamo un popolo di serie B ed i politici non possono che essere quelli che abbiamo.
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