Vaticano, presidente Cei: «Dialogo con chiunque salirà al governo dopo elezioni»

di Franca Giansoldati
Roma Tartine e bocche cucite. Le elezioni alle porte, quasi minacciose, hanno finito per influenzare persino il ricevimento annuale tra Italia e Santa Sede dove,  chissà se su richiesta vaticana, la stampa è stata tenuta debitamente sott’occhio. Nessun contatto, nessun commento. Negli anni passati, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, il Segretario di Stato, dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio, oltre a ministri e dignitari e ai vertici della Cei, per il bilaterale previsto a Villa Borromeo, si soffermava con i giornalisti, il tempo per fare un bilancio, una valutazione sulla situazione generale. Stavolta, invece, cardinali e vescovi se ne sono andati velocemente, in anticipo e con le bocche cucite, evitando ogni prossimità con la stampa, forse per non essere strumentalizzati o per non sbilanciarsi troppo. Solo il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si è concesso amabilmente.

«Cerco di essere uomo di dialogo. Con  chiunque sarà al governo cercheremo di dialogare sulle cose in  cui crediamo» riferiva sulla possibilità che dopo il voto del 4 marzo si apra una fase  problematica senza che le urne abbiano indicato una chiara  maggioranza. Quali sono i temi trattati? «E’ stato un colloquio sereno, franco, su tante tematiche che abbiamo in comune e quindi sui temi del giorno, su tutto quello che si scrive e si dice e di problemi anche più importanti in questo momento dell’Italia, delle famiglie, del lavoro e anche i temi internazionali che sono delicatissimi. E poi è tutto legato». Bassetti ha anche illustrato il progetto di un incontro con tutti i vescovi del mediterraneo, dei oltre trenta paesi: Cipro, Egitto, Libano, Algeria, Tunisia, Grecia, Albania, Spagna, Marocco. Il motivo del summit che è alla base resta legato alla questione migratoria. A chi gli chiedeva se fosse preoccupato per il clima generale, non ha esistato: «È tempo di ricucire, questo è il momento di fare segni concreti che siano nel senso della carità e  della pace. La Chiesa ha il Vangelo, la carità, l’accoglienza e il  comandamento di Gesù ’amatevi gli uni gli altri’, un comandamento  che cerchiamo di diffondere dovunque e che si traduce in azioni,  operato, politica, nei rapporti nazionali e internazionali. Per questo è importante che anche a livelli alti come questa sera ci confrontiamo concretamente».

A fare gli onori di casa è stato l’ambasciatore Pietro  Sebastiani, nominato a settembre scorso alla testa della sede  diplomatica italiana presso il Palazzo apostolico. Come di consueto, i primi a giungere a Palazzo Borromeo sono stati il presidente del Consiglio Gentiloni, affiancato da numerosi ministri, da una parte, il  cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, con il  monsignore Sostituto, Angelo Becciu, e il ministro degli Esteri  della Santa Sede, Paul Richard Gallagher, dall’altra, in compagnia, questi ultimi, dei vertici della Conferenza episcopale  italiana, il cardinale presidente Gualtiero Bassetti e il segretario Nunzio Galantino.
Martedì 13 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2018 10:31

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 11 commenti presenti
2018-02-14 13:24:10
se fossi nuovo premier inizierei così il dialogo: da oggi pagate imu pure voi
2018-02-14 09:46:16
"Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si è concesso amabilmente. «Cerco di essere uomo di dialogo. Con chiunque sarà al governo cercheremo di dialogare sulle cose in cui crediamo» Voglio sperare che l'"amabile" cardinale intenda, con chiunque sarà al governo, rispondere alle rogatorie inevase dal Vaticano sui soldi neri ancora presenti presso lo IOR. O che intenda confermare che il Vaticano pagherà le tasse sugli esercizi commerciali delle istituzioni religiose. O che sia disponibile a eliminare quella vergogna che è l'8x1.000. O che intenda...
2018-02-14 08:56:48
non è una novità che piaccia stare a braccetto con CHIUNQUE comandi...
2018-02-14 08:24:16
Certo, vogliono continuitĂ  con il business dell'accoglienza con la Caritas e S.Egidio insieme alle coop rosse.
2018-02-14 08:16:32
Anche con Salvini? Bravi.
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