Trieste, bimbo positivo alla Tbc: era stato vaccinato da una pediatra malata

Un bimbo molto piccolo affetto dalla Tbc a Trieste: è stato scoperto con uno dei test ai quali sono sottoposti 3.490 bambini triestini dopo la scoperta, due settimane fa, che una pediatra, addetta proprio alle vaccinazioni in un Distretto sanitario della città, era malata di tubercolosi da circa un anno e nessuno se ne era accorto. Il bambino è ricoverato nell'ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste, un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di altissima qualità, in prima linea nella battaglia che dal 27 settembre vede mobilitate le strutture sanitarie triestine dopo la scoperta del caso della pediatra.

Le condizioni del bambino - ha ufficializzato in serata il Burlo Garofolo con una nota diffusa insieme all'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste (AsuiTs) - «non destano preoccupazione». Il piccolo «non è nella fase contagiosa del decorso della patologia» e «non si sono quindi create situazioni di potenziali, ulteriori contagi a livello di comunità». Il piccolo «era sotto controllo» e la sua patologia è stata accertata proprio grazie ai test che l'AsuiTs ha deciso di fare a tappeto sui bambini che, in un modo o nell'altro, in maniera diretta o indiretta, possono essere entrati in contatto con la pediatra o con gli ambienti da lei frequentati.

«Il protocollo che abbiamo adottato è efficace e sicuro - ha spiegato in serata il direttore della AsuiTs, Nicola Delli Quadri - Ci ha permesso di intercettare questo caso e non cambiamo questo protocollo. Continuiamo su questa strada. Siamo vicini alle famiglie - ha aggiunto Delli Quadri - e sappiamo bene quello che stanno vivendo. Questo protocollo è valido: su diverse centinaia di test eseguiti finora abbiamo scoperto un solo caso; tutti gli altri sono risultati negativi».

Per fronteggiare la situazione, oltre alla mobilitazione e alla strettissima collaborazione fra le strutture sanitarie presenti in città, con ben tre Distretti sanitari (su quattro) mobilitati per i test sui bambini, la AsuiTs ha attivato subito un numero verde al quale si sono rivolte finora centinaia e centinaia di famiglie per avere informazioni. I test sono partiti subito e, per circa 400 bambini, è stata avviata anche una profilassi. La vicenda potrebbe avere anche degli sviluppi giudiziari dal momento che alcune famiglie hanno deciso di rivolgersi alla magistratura per verificare eventuali rilievi penali in quanto accaduto e il diritto a essere risarciti per gli eventuali danni subiti. 
Lunedì 10 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2016 16:28

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