Papa Francesco boccia il '68, colonizzazioni ideologiche hanno limitato i diritti umani fondamentali

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano  - Papa Bergoglio boccia sonoramente il Sessantotto. Il movimento culturale nato a Berkley in California e diffuso in tutto l'Occidente per opera di movimenti eterogenei composti da operai, donne, studenti, quest'anno compie cinquant'anni ma da Francesco arriva una lettura decisamente negativa di quell'ondata rivoluzionaria che fu capace di permeare culture e continenti, modificandone l'approccio sostanziale alla struttura della società.

Nel discorso di auguri di inizio anno, il Papa davanti agli ambasciatori degli oltre duecento Paesi accreditati, ricorda l'anniversario mettendo in risalto che da allora le colonizzazioni ideologiche hanno ostacolato i diritti fondamentali. Sul piatto della bilancia soprattutto la difesa della vita umana e della famiglia. Nella cultura di oggi «l'interpretazione di alcuni diritti è andata progressivamente modificandosi, così da includere una molteplicità di “nuovi diritti”, non di 
rado in contrapposizione tra loro. E ciò’ non ha sempre 
favorito la promozione di rapporti amichevoli tra le Nazioni» ha affermato Papa Francesco rilevando che anche a causa dei sommovimenti 
del ’68 «si sono affermate nozioni controverse dei diritti 
umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali 
non si sentono percio’ rispettati nelle proprie tradizioni 
socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle 
necessità reali che devono affrontare». 


Il Papa ha tenuto a chiarire che il riconoscimento dei 
diritti è di per sé una cosa positiva, in quanto «tali diritti traggono 
il loro presupposto dalla natura che oggettivamente accomuna il 
genere umano. Essi sono stati enunciati per rimuovere i muri di 
separazione che dividono la famiglia umana e favorire quello 
che la dottrina sociale della Chiesa chiama sviluppo umano 
integrale, poiché riguarda la promozione di ogni uomo e di 
tutto l’uomo fino a comprendere l’umanità intera». Ma, ha 
osservato, che «una visione riduttiva della persona umana apre 
invece la strada alla diffusione dell’ingiustizia, 
dell’ineguaglianza sociale e della corruzione». Il Papa non lo dice ma è chiaro che fa riferimento alla legalizzazione di pratiche abortive, delle famiglie, di una ricerca scientifica che non ha alcun limite etico. «Vi può essere quindi il rischio per certi versi 
paradossale che, in nome degli stessi diritti umani, si vengano 
ad instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a 
danno dei più poveri e dei più deboli. In pari tempo, è bene 
tenere presente che le tradizioni dei singoli popoli non 
possono essere invocate come un pretesto per tralasciare il 
doveroso rispetto dei diritti fondamentali enunciati dalla 
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo».




Secondo Francesco, duole rilevare come molti diritti fondamentali siano ancor oggi violati. Primo fra tutti quello alla vita, alla 
liberta’ e alla inviolabilita’ di ogni persona umana". "Non 
sono solo la guerra o la violenza che li ledono", ha denunciato 
Francesco. "Nel nostro tempo - ha elencato il Papa - ci sono 
forme piu’ sottili: penso anzitutto ai bambini innocenti, 
scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo 
perche’ malati o malformati o per l’egoismo degli adulti. Penso 
agli anziani, anch’essi tante volte scartati, soprattutto se 
malati, perche’ ritenuti un peso. Penso alle donne, che spesso 
subiscono violenze e sopraffazioni anche in seno alle proprie 
famiglie. Penso poi a quanti sono vittime della tratta delle 
persone che viola la proibizione di ogni forma di schiavitu’". 
"Quante persone, specialmente in fuga dalla poverta’ e dalla 
guerra, sono fatte oggetto di tale mercimonio perpetrato da 
soggetti senza scrupoli?", si e’ domandato il Papa ricordando 
che "difendere il diritto alla vita e all’integrita’ fisica, 
significa poi tutelare il diritto alla salute della persona e 
dei suoi familiari". 
Secondo Francesco, "oggi tale diritto ha assunto 
implicazioni che superano gli intendimenti originari della 
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la quale mirava 
ad affermare il diritto di ciascuno ad avere le cure mediche e 
i servizi sociali necessari". In tale prospettiva, il Papa ha 
auspicato che "nei fori internazionali competenti, ci si 
adoperi per favorire anzitutto un facile accesso per tutti alle 
cure e ai trattamenti sanitari". "E’ importante - ha scandito - 
unire gli sforzi affinche’ si possano adottare politiche in 
grado di garantire, a prezzi accessibili, la fornitura di 
medicinali essenziali per la sopravvivenza delle persone 
indigenti, senza tralasciare la ricerca e lo sviluppo di 
trattamenti che, sebbene non siano economicamente rilevanti per 
il mercato, sono determinanti per salvare vite umane. Difendere 
il diritto alla vita implica pure adoperarsi attivamente per la 
pace, universalmente riconosciuta come uno dei valori piu’ alti 
da ricercare e difender
Lunedì 8 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2018 09:07

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5 di 13 commenti presenti
2018-01-09 12:53:30
Caro papa Francesco, lei sarebbe stato un ottimo papa medioevale. Ma veramente. E allora, ci faccia il piacere, si occupi degli affari del suo stato ed eviti di criticare e/o bocciare cose e accadimenti avvenute fuori dal perimetro del Vaticano. Il 68 avrà prodotto anche degli sbagli, ma una cosa è certa: quei ragazzi che protestavano avevano, pur nei loro sbagli, un cervello pensante. Cosa che purtroppo manca alle nuove generazioni. Decerebrate da molti fattori, comprese le vostre prediche confezionate a dovere. Lasciamo perdere che è mrglio và.
2018-01-08 21:42:46
Meglio comunque un canzone di Bob Dylan che 10.000 prediche di preti e papi! Su questo non ci piove.
2018-01-08 20:29:30
Verrebbe proprio da dire...apre bocca e gli da fiato... Credo proprio che fosse in tutt'altre faccende affaccendato se liquida con un giudizio così approssimativo un movimento che ha rappresentato una svolta epocale nel costume e nelle società
2018-01-08 18:11:43
Soltanto una visione globale é in grado di leggere il mondo, i suoi mutamente climatici, la sua multiforme popolazione animale ed umana,i miliardi di forme della sua flora,il suo essere più acqua che terra,il suo essere in salute o in degrado, il suo essere non una composizione di pezzi separabili, ma un unicum, un solo organismo . .Le varie nazioni, le varie etnie,sono solo visioni politiche o antropologiche semplicistiche di comodo,. Prendere coscienza che il mondo é ,in definitiva, come un corpo umano, con i suoi vari organi che concorrono ad una unica vita.e questa coscienza , non riservarla alla cultura ,cercando di sterilizzarla in essa,.ma farla giungere alla politica , significa prendere atto della realtà. Prima lo faremo, prima salveremo le prossime generazioni dal disastro. Gli stessi enunciati religiosi rischiano di ridursi a favole utili per il loro tempo,a discipline datate,.e nuove regole di convivenza s'impongono ,che guardino alla terra ,che cerchino, in questa ,giustificazioni per vivere. Il 68 è stato il turbamento o la gioia del primo pelo sul pube adolescenziale ,un fisiologico esantema della crescita,una febbre e molte altre febbri arriveranno e a chi si lamenta ricordo che solo i vivi hanno la febbre,
2018-01-08 18:10:37
Anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti. (Fabrizio De Andrè, Canzone del Maggio)
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