La Cei difende Amoris Laetitia, un convegno per sedare i malumori

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - La Cei ha promosso un convegno per dissipare dubbi e spiegare meglio le novità contenute nell’Amoris Laetitia, forse il documento più controverso del pontificato, da anni fonte di malumori, divisioni, contestazioni da parte di coloro (cardinali compresi) che ritengono costituisca uno strappo alla dottrina cristiana per l'apertura ai divorziati risposati. Il convegno è stato aperto da un videomessaggio di Papa Francesco e da un discorso del cardinale Gualtiero Bassetti.

Se Papa Bergoglio non è entrato nel dettaglio dei punti dottrinali controversi, incoraggiando invece la Chiesa italiana ad assimilare e sviluppare i contenuti e lo stile di Amoris laetitia, Bassetti è andato più a fondo, difendendo a spada tratta il lavoro finora fatto. «E' un documento bellissimo, a tratti poetico, denso di significati e di implicazioni pastorali. Un testo che va letto e meditato con grande serenità, senza essere guidati da giudizi aprioristici e soprattutto senza essere influenzati da alcune interpretazioni epidermiche che si sono diffuse, nel corso del tempo, in un dibattito pubblico che, a volte, mi è parso prediligere il sensazionalismo all'autentica realtà dei fatti».

Il cardinale ripete che Amoris Laetitia non nasce per caso ma è il risultato di due «Sinodi eccezionali, vissuti e partecipati come mai era accaduto prima. Una comunione tra le tante anime della cattolicità, tra il centro e la periferia, tra Roma e le Chiese locali, tra i vescovi e i laici, tra i fedeli e i teologi”. Poi mette in guardia dal tentativo di ricorrere all'applicazione rigorosa della legge perché vi è anche «la prospettiva di chi non giudica in base all'apparenza, ma di chi – rendendosi conto di quanto sta accadendo tra una coppia in crisi o divisa – si prende cura delle situazioni e delle persone sulla base di un amore gratuito, ovvero sulla carità». Bassetti spiega che la Chiesa non vuole «imporre fardelli pesanti sulle spalle delle persone» nè ridurre la «predicazione a poche dottrine, a volte più filosofiche che evangeliche. Ovviamente, per i teologi questa sfida è particolarmente avvincente».

 
Sabato 11 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 12-11-2017 17:24

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