Papa Francesco proclama santi i due pastorelli che videro la Madonna di Fatima

di Franca Giansoldati
Fatima - Francesco e Giacinta Marto, i due pastorelli, umili e analfabeti, che cento anni annunciarono al mondo di avere visto la Vergine Maria «e da lei furono introdotti nel mare immenso della Luce di Dio», e messi in guardia dall'inferno, sono stati canonizzati stamattina da Papa Francesco davanti ad una immensa folla. Cinquecentomila persone, forse di più, una marea di persone che si estendeva a vista d'occhio oltre il gigantesco piazzale del santuario costruito qualche decennio dopo le visioni avvenute a Cova da Iria. Il sole ha spazzato le nubi contrariamente alle previsioni che davano temporali. Si tratta dei primi bambini non martiri ad essere proclamati santi in due millenni di storia della Chiesa. Anche se Francesco e Giacinta avevano rispettivamente 7 e 9 e anni,  nonostante le pressioni della comunità, le minacce dei genitori (che all'epoca dei fatti li rimproveravano aspramente di non dire bugie e stare zitti), le intimidazioni del sindaco (che arrivò ad imprigionarli per qualche giorno in una celletta del municipio), non manifestarono mai paura, sentimento naturale per un bambino. Non arretrarono, non si contraddissero. «Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze» ha detto il Papa durante la cerimonia, sotto i due stendardi che raffigurano i due piccoli pastorinos. Il terzo veggente, suor Lucia, morta nel 2005, è ancora sottoposta all'iter per la beatificazione.

Bergoglio in preghiera sulla tomba dei veggenti interpreta il messaggio della profezia più moderna e misteriosa. «La Madonna presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi».

Giacinta e Francesco Marto, insieme alla cugina Lucia dos Santos, videro per la prima volta la visione della Madonna il 13 maggio 1917. La Bianca Signora riapparve loro ogni 13 del mese fino all’ottobre di quell’anno.

Le apparizioni erano state anticipate, mesi prima, dalla strana visione di un angelo. Il 13 maggio 1917 avevano condotto le pecore in un campo chiamato Cova da Iria, di proprietà della famiglia di Lucia. «Vedemmo all’improvviso qualcosa come un lampo. “È meglio che ce ne andiamo a casa” dissi ai miei cugini “perché sta lampeggiando, potrebbe venire un temporale”. E cominciammo a scendere il pendio, spingendo le pecore verso la strada. Arrivati all’incirca a metà pendio, quasi vicino a un grande leccio che c’era, vedemmo un altro lampo e, fatti alcuni passi più avanti, vedemmo sopra un’elce una signora, era vestita di bianco e diffondeva una luce più chiara del sole. Sorpresi, ci fermammo. Eravamo così vicini che ci trovavamo dentro alla luce che la circondava o che lei diffondeva. Forse a un metro e mezzo, più o meno, di distanza. Allora quella signora ci disse: “Non abbiate paura. Io non voglio farvi del male”. “Di dove siete?”, le domandai. “Sono del cielo”. “E che cosa volete?”. “Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi di fila, il giorno 13 a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. Tornerò qui ancora una settima volta”. “E anch’io andrò in cielo?”. “Sì. Ci andrai”. “E Giacinta?”. “Sì. Ci andrà anche lei”. “E Francesco?”. “Pure”. Poi ci disse di recitare il rosario tutti i giorni e che avremmo avuto molto da soffrire ma che la grazia di Dio sarebbe stata il nostro conforto». 
Sabato 13 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:20

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 20 commenti presenti
2017-05-14 12:03:25
E' strano che la Madonna appaia a dei pastorelli e non appaia a qualche vescovo, papa, cardinale, monsignore o anche ad un semplice curato. Eppure sarebbero proprio questi ultimi i suoi veri rappresentanti sulla terra. Se la madonna ha qualcosa da comunicare sarebbe più logico che lo facesse al papa direttamente e non al pastorello.
2017-05-13 19:03:49
ora sì che il mondo è migliore
2017-05-13 17:18:18
Il quarto segreto, che di gran lunga supera in segretezza gli altri tre e perciò non sarà mai rivelato, è il motivo per cui il Vaticano non paga l'IMU sull' immenso patrimonio immobiliare che possiede, composto peraltro quasi interamente da immobili ricevuti in donazione o eredità
2017-05-13 17:00:13
Quanta "pubblicità".
2017-05-13 16:29:51
Meno male,ora avremo due santi in più,ne sentivamo la mancanza.Domani la spesa ci costa meno.
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