Papa Francesco vara la riforma del sistema universitario cattolico tra accorpamenti e sostenibilità

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano Il Papa ha avviato l’ennesima riforma. Anche questa complicatissima. Stavolta vuole mettere ordine al sistema universitario cattolico mondiale. Un ginepraio di 1365 università  a cui ai aggiungono centinaia di istituzioni collegate, facoltà di teologia e istituti per un totale di 64.500 studenti e 12.000 docenti. «Serve una coraggiosa rivoluzione culturale» per costruire una Chiesa in uscita, missionaria e moderna, sicuramente meno frammentaria di quanto non sia ora e più omogenea culturalmente. Con una visione generosa e aperta al mondo, all’ambiente, al tema migratorio. Stamattina in Vaticano è stata presentata la Costituzione Apostolica Veritatis Gaudium con la quale il Vaticano rivedrà lo spirito e l’organizzazione del mondo accademico teologico. Il sogno del pontefice è di riuscire attraverso un percorso fatto di regole precise e contorni elaborati rendere compatto l’insegnamento filosofico, teologico, canonico, pastorale. Nella introduzione spiega che la Chiesa sta vivendo un cambiamento d’epoca che necessita di un «radicale cambio di paradigma». Poi fa sue le parole di Edgar Morin. «Bisogna ripensare il pensiero».
 
La presentazione del progetto ambizioso è stata affidata al cardinale Versaldi. «La Santa Sede aderisce a Convenzioni e accordi internazionali attraverso i quali il sistema degli studi ecclesiastici entra in dialogo con la cultura accademica in generale». Con questa legge tutte le facoltà ecclesiastiche che conferiscono gradi sia canonici che civili dovranno osservare le prescrizioni della carta, rispettando le convenzioni bilaterali e multilaterali stipulate dalla Santa Sede con gli Stati.
 
E’ stato anche introdotto un articolo (il n. 32.) che far riferimento al compito degli Istituti verso i rifugiati e profughi. Il testo dice che la Facoltà deve provvedere “a determinare negli Statuti anche procedure per valutare le modalità di trattamento dei casi di rifugiati, profughi e persone in situazioni analoghe sprovvisti della regolare documentazione richiesta”.
 
VALUTAZIONE. Le università  potranno essere aperte solo dopo la valutazione della apposita Agenzia per la Valutazione e la Promozione della qualità , creata nel settembre 2007 da Papa
Benedetto XVI, e che ora viene inserita nelle norme costituzionali.

CORSI ON-LINE. Si sfrutteranno le novità  informatiche e telematiche per consentire una parte dello svolgimento dei corsi anche a distanza.

RIFUGIATI. Arrivano negli Statuti procedure per valutare le modalità di trattamento dei casi di rifugiati, profughi e persone in situazioni analoghe sprovvisti della regolare documentazione richiesta.

ACCORPAMENTI. Riguarderanno soprattutto gli atenei presenti a Roma per evitare "doppioni e falsa concorrenza".

SOSTENIBILITA’. Non sarà  più possibile aprire università pontificie che non abbiano "risorse economiche sufficienti" o un "congruo numero di studenti".

CONFRONTO. Gli atenei della Chiesa si dovranno aprire al confronto interreligioso e anche al mondo laico.
 
Lunedì 29 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2018 16:25

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-01-30 18:34:35
Don Bergoglio da buon 'dittatorello' alla sudamericana impone le regole del suo proprio pensiero e 'misericordiosamente' scarica chi si permette di pensare in maniera diversa dalla sua.
2018-01-30 12:07:59
Semplicemente l'Italia non ha più soldi da darvi!!! Adesso si buttano a capofitto sul grande affare dei rifugiati per ricevere altri soldi dall'Europa e dall'Italia!!!! Poi gli affari glia vanno male, perché semplicemente si fanno pagare bene per iscriversi nelle loro Università! La vergogna Italiana che le scuole equiparate prendano soldi dallo stato mentre le pubbliche cadono a pezzi con la loro qualità! La vergogna che l'Italia versi l'8 per mille al Vaticano anche quando non gli è attribuito (circa 1,5 miliardi di Euro) invece di darlo alle zone terremotate...... La vergogna che prenda più di 5 miliardi di Euro solo dalla Germania con la Kirchensteuer per non parlare Austria Svizzera Danimarca Ungheria Spagna Portogallo Svezia Islanda e Finlandia..... e vengano a piangere che non hanno soldi per le loro "povere" Università dove ricevono anche "doni" dai privati......poi per non parlare del parco immobiliare a Roma tra Hotel ed Appartamenti ........il tutto senza versare un soldo di Tasse all'Italia!!!
2018-01-29 21:39:29
Altro che "corsi on-line"! Qui c'è solo un unico grande problema. Anzi, drammatico. Cioè, che Dio non esiste. Capisco che in queste condizioni sia difficile rilanciare l'insegnamento cattolico e far vivere oltre mille università che propongono ancora una visione del mondo del tutto contraria a qualsiasi conoscenza scientifica moderna...
2018-01-29 19:43:43
tanto il prossimo papa rimetterà "tutto a posto"!!!
2018-01-30 00:16:43
Sarà difficile tornare a prima dello smembramento...si occuperanno anche di immigrati con necessità di regolarizzazione...in barba allo Stato Italiano...
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