La Chiesa torinese si mobilita per salvare 500 lavoratori della Whirlpool

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - Pensare che nella lavanderia che Papa Francesco ha aperto l'anno scorso per i barboni che bivaccano in Vaticano fanno bella mostra sei lavatrici e sei asciugatrici di ultima generazione donate dalla multinazionale Whirlpool. Sembra un paradosso visto che domani mattina l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, andrà a incontrare alle porte del capoluogo torinese, i 500 lavoratori della Embraco Whirlpool che rischiano di essere licenziati «senza nemmeno poter accedere ai meccanismi di sicurezza sociale previsti da normative e contratti» spiegano dalla curia torinese. L'incontro avverrà ai cancelli della fabbrica per esprimere solidarietà e vicinanza della Chiesa ai lavoratori e alle loro famiglie.

Secondo le informazioni fornite dalla curia l'azienda di proprietà dell’americana Whirlpool non ha ancora presentato alcun piano industriale: se non lo farà nei prossimi 60 giorni rimarrà solamente la strada dei licenziamenti collettivi, senza possibilità di ricorso né alla cassa integrazione straordinaria né ai contratti di solidarietà. Le ragioni del disimpegno da parte della proprietà americana sarebbero da ricercarsi nel minor costo del lavoro che Whirlpool potrebbe spuntare in nuovi stabilimenti in Brasile, Cina, Europa dell’Est. Assieme a Nosiglia ci saranno anche tutti i parroci della zona. 
Luned├Č 8 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:24

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