Rieti, il concorso Comune: vincitori
e idonei passano alle vie legali

Comune
di Alessandra Lancia
RIETI - Sei mesi non sono bastati all'amministrazione Cicchetti a sciogliere il nodo «concorsone», e vincitori (18) e idonei (96) passano alle vie legali, con un ricorso al Tar e un ricorso davanti al giudice ordinario da parte di uno dei vincitori. Caduta anche l'ultima speranza, rinfocolata dal sindaco Cicchetti su Rtr il 13 dicembre, ovvero che l'amministrazione avrebbe preso una decisione entro fine 2017, lo scontro ha imboccato le vie legali. Mercoledì sera, sempre su Rtr, l'epilogo: «Per salvare il concorso si poteva optare per un'azione a livello transattivo - ha detto Cicchetti - ma si sappia che se si va in tribunale si è scelta una strada che non è più quella della transazione». «Parole gravissime, che ci hanno lasciato stupefatti - scrive a Il Messaggero il comitato in cui si sono riuniti vincitori e idonei del concorso Ripam del Comune di Rieti. - La vittoria di un concorso non può essere oggetto di una trattativa e il Comune non è un mercato dove si tratta su prezzo o quantità di un prodotto. Gli enti locali sono obbligati a concludere un procedimento. Se non lo fanno, devono motivarlo. Il silenzio amministrativo o la prolungata inerzia non è solo una prassi odiosa, ma proprio non è concessa».

Invece, così è andata, e quello che nell'autunno 2016 fu presentato dalla giunta Petrangeli come il primo, grande concorso per il Comune di Rieti (18 le postazioni in palio, per personale interno e esterno) dopo anni di vuoto e ingaggi «ad personam», a tutt'oggi risulta arenato negli ultimi due, decisivi adempimenti: la pubblicazione della graduatoria finale sull'albo pretorio e l'assunzione dei vincitori. Una situazione paradossale, se si considera che nonostante le centinaia di partecipanti, la selezione effettuata dal Ripam del Formez non ha ingenerato ricorsi da parte di concorrenti esclusi. L'unico soggetto che si è messo a fare le pulci sulla legittimità di atti e procedure (proprie) è stato lo stesso Comune.

Vero che nel frattempo è cambiata l'amministrazione, ma continuità amministrativa avrebbe voluto che quanto avviato dalla giunta Petrangeli fosse condotto in porto dalla giunta Cicchetti, non fosse altro per la drammatica carenza di personale (e in particolare di funzionari e quadri) nella macchina comunale. Invece niente, nonostante i solleciti di difensore civico della Regione, dipartimento della Funzione pubblica e diffide da vincitori e idonei. «Naturale che dopo averle tentate tutte ci si sia rivolti a un giudice per ottenere la tutela di un legittimo e sudato diritto all'assunzione - concludono dal Comitato. - Ma è triste che il destino lavorativo di tante persone non sia la priorità di una pubblica amministrazione. E ancora più triste che per difendere diritti acquisiti con merito ci si debba rivolgere ad altri organismi».

IL SERVIZIO IDRICO
Quella del «concorsone» non è l'unica partita che ha «cambiato verso» con l'avvento di Cicchetti. Ancora più rumore ha fatto quella sulla gestione del servizio idrico. Ieri l'ex sindaco Simone Petrangeli è tornato a sollecitare la fusione tra Sogea ed Aps: «Rinunciare a quella opzione, senza oneri per il Comune di Rieti, significherebbe dover liquidare Sogea con tutti i rischi sia per il bilancio del Comune che per il mantenimento della struttura operativa di Sogea. Fondere Sogea e Aps, anche in vista delle ingenti risorse in arrivo per l'interferenza l'ambito, significherebbe invece porsi alla testa di un settore che potrebbe dare al territorio occupazione e lavoro per le Aziende locali».
Sabato 13 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:39

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