Rieti, scuole sicure: cercansi
nuove strutture per ospitare
Villa Reatina e il Marconi

di Mario Bergamini
rieti - E' stato solo il primo incontro, ma il percorso da seguire è stato tracciato. A iniziare dal processo di coinvolgimento dei comitati dei genitori - «Scuole sicure» e «Filippo Sanna» - che insieme ai docenti, ai tecnici comunali e all’assessore Antonio Emili hanno affrontato il delicato tema delle strutture dove far iniziare, in condizioni di totale sicurezza per alunni e corpo insegnante, il nuovo anno scolastico.

Un problema che coinvolge in primis la «Majorana» di Villa Reatina e l’istituto Marconi (infanzia, primaria e media), le scuole cittadine inserite nel primo piano stralcio della Ricostruzione, con un finanziamento di 4,6 milioni di euro. Situazioni diverse per le due strutture - inagibile la «Majorana», da adeguare sismicamente la Marconi - e soluzioni logisticamente e temporalmente diverse per le due scuole. Andiamo per ordine. Assodato che l’anno scolastico per i piccoli alunni dell’elementare di Villa Reatina inizierà altrove (e così sarà probabilmente per alcuni anni a venire, considerato che l’edificio dovrà essere ricostruito ex novo e lo sarà nello stesso punto dove sorge ora) si tratta ora di capire il «dove» suonerà la prima campanella di settembre.

«L’incontro che abbiamo avuto con genitori e docenti - spiega l’assessore all’Urbanistica, Antonio Emili - si è incentrato proprio su questo punto. E’ stato solo il primo di altri che seguiranno a breve, ma dato che per Villa Reatina abbiamo tempi stretti, possiamo dire che i piccoli alunni troveranno ospitalità in un immobile messo a disposizione dall’Asi al Nucleo industriale. Si tratta una struttura (nella foto a destra) della Cassa edile che non necessita di adeguamenti, se non quelli di dotarla di strumentazione idonea per far svolgere attività didattica. E’ una struttura in grado di contenere i 18 locali di cui abbiamo bisogno, tra le classi che sono 12 e gli uffici di segreteria e presidenza. Il 18 effettueremo in loco un sopralluogo con i tecnici del Comune e i docenti per capire gli aggiustamento e le eventuali modifiche necessarie».

L’ISTITUTO DI VIALE MARAINI
Discorso diverso e per certi aspetti più complesso quello che riguarda l’istituto Marconi, nonostante non debba essere demolito ma abbia bisogno di lavori di adeguamento sismico che saranno sostenuti con fondi del commissario perla ricostruzione. L’istituto di viale Maraini a settembre riaprirà regolarmente i battenti, ospitando le lezioni fino alle vacanze di Natale. A gennaio, poi, salvo slittamenti al momento non ipotizzabili, inizieranno i lavori di adeguamento e si presenterà la necessità di trasferire oltre 500 studenti. E di farlo in una struttura che abbia i requisiti di sicurezza, di fruibilità scolastica (leggi palestra e almeno 40 locali tra classi e uffici) e con adeguati spazi ricreativi. «Per il Marconi il discorso è più complesso, ma è anche vero che abbiamo più tempo a disposizione per individuare insieme a genitori e i docenti la soluzione migliore».

Che sarebbe?
«Sul tavolo - spiega l’assessore Emili - ci sono due opzioni: spazi privati tra quelli individuati con il bando comunale o moduli nuovi. La soluzione la individueremo confrontandoci insieme a genitori e docenti, cercando di armonizzare le varie esigenze che devono rispondere in primi alla sicurezza sismica, poi alla vivibilità scolastica, all’ impatto sulla viabilità e sul tessuto urbanistico».

Nel caso di moduli nuovi, bisognerà però trovare un’area comunale dove piazzarli?
«Un’area subito disponibile, in quanto già urbanizzata, l’abbiamo ed è attigua al Polo delle medie di Campoloniano. Per gli allacci di acqua, luce, gas e fognari non ci sarebbero problemi. L’unico dubbio, rispetto a questa scelta, riguarda la vivibilità scolastica, l’adattamento dei ragazzi ad andare a lezione in moduli anziché in aule».

Nel caso si preferisse l’opzione privata?
«Ci sono quattro privati che hanno offerto delle aree e non voglio sbilanciarmi in un senso o nell’altro. Troveremo, eventualmente con genitori e docenti la scelta migliore. Su questo fronte, le opzioni che abbiamo (spazi all’Asi, un complesso di nuova costruzione a Piazza Tevere, l’ex Casa dell’Agricoltura di via Moisé di Gaio, l’ex Hotel Quinto Assio al Nucleo industriale, ndr) sono tutte valide».

Costi per il Comune?
«La concessione del privato è a titolo oneroso, ma coperta dai fondi del commissario per il terremoto».
Sulla «Basilio Sisti», invece, quali sono i tempi ed esiste il rischio che l’anno scolastico inizi altrove?
«Alla Sisti si stanno effettuando lavori di miglioramento sismico. Ad oggi il rifacimento del tetto. Contiamo di terminare entro la metà di settembre con le lezioni che riprenderanno regolarmente nelle stessa struttura dove a giugno è finito l’anno scolastico».


 
Domenica 13 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:05

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