Roma, salvata dal macello Ariel la cavallina cieca: «Ora vivrà in un posto sicuro»

di Elena Panarella
Una storia bellissima, una favola che si avvera grazie alla passione, all’amore e all’impegno di un gruppo di persone, che già in passato si erano presi cura di garantire vita e libertà a Walter, Libero e King, tre cavalli salvati da morte certa. Oggi è la volta di Ariel.

«Un altro animale salvo. Un’altra vita che continuerà a splendere - spiegano dall’associazione Animalisti Italiani Onlus - anche Ariel, una cavalla cieca di 11 anni, è salva. Da oggi, avrà un posto sicuro dove vivere e anche tutte le cure e l’assistenza per lei necessarie». Ariel è una cavalla, non vedente, che da quando è nata viveva in un maneggio del Lazio. Con il sopraggiungere della malattia, che le ha reso impossibile effettuare le consuete passeggiate «il gestore della struttura si è trovato nella condizione di doverla dare via», spiegano dall’associazione. Sono state innumerevoli le offerte economiche ricevute da tanti privati, molti dei quali avevano proposto anche somme cospicue per destinare Ariel ad un futuro da fattrice per poi, drammaticamente, spalancarle le porte del mattatoio. Il titolare, però, ha rifiutato e ha accolto le pressioni di Animalisti Italiani Onlus, fin dall’inizio, desiderosa di potersi prendere cura della cavalla.

Ora Ariel è stata affidata gratuitamente all’associazione che, da oggi, le garantirà vita e libertà nella stessa Oasi di Campagnano dove, da tempo, vivono Walter, Libero e King, gli altri tre cavalli salvati da morte certa «e avrà un posto al coperto dove poter vivere in sicurezza, in quanto non vedente, e tutte le cure necessarie».

Il Presidente dell’associazione, Walter Caporale: «Siamo molto contenti che il gestore del maneggio dove viveva Ariel abbia rifiutato tanti soldi, scegliendo di affidarla, gratuitamente, ad un’associazione come quella che ho l’onore di presiedere che, da oggi e per sempre, le garantirà tutto ciò di cui ha bisogno. Nella stessa oasi dove vivono Walter, Libero e King anche lei potrà trovare lo stesso amore e la stessa assistenza di cui ognuno di noi ha bisogno». Emozionate anche Paola Pavone e Angela Battistelli, volontarie della Onlus, che hanno seguito tutto il percorso di ritorno alla libertà di Ariel: «Per tutti noi è un momento di grandissima felicità e soddisfazione. Ariel, a causa della sua malattia, rischiava di andare incontro ad un trauma indicibile: pensate cosa avrebbe significato, per una cavalla non vedente, essere destinata al ruolo di fattrice e, successivamente, al destino fatale dell’ingresso in un mattatoio. Oggi, invece, vive il suo ritorno alla libertà, circondata da tutto l’amore e le cure necessarie».
Martedì 14 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:16

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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-11-14 18:08:02
grazie a tutte le persone che hanno impedito un brutto epilogo della storia!
2017-11-14 17:36:12
e se la cavalla avesse preferito una morte dignitosa nessuno se lo è chiesto?
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