Roma, parla la vittima del tassista picchiatore: «Mi ha rotto anche i denti»

di Michela Allegri
Un'aggressione gratuita, brutale, inutile. «Mi ha strattonato per il braccio, scaraventandomi in terra. Mi sono anche rotto due denti». Dalle parole di Antonio Cavallaro, 64 anni, picchiato da un tassista in piazza Barberini la scorsa settimana, si capisce l'insensatezza di tanta violenza. «Ero in sosta con la macchina nel parcheggio riservato ai taxi - racconta il sessantenne nella denuncia presentata in Procura - sarebbe stata una cosa veloce: stavo recando alla Farmacia Internazionale per ritirare dei medicinali per mio figlio che mi attendeva sul veicolo e che è affetto dalla sindrome di down».

Tutti tassisti presenti hanno dato a Cavallaro il permesso di fermarsi negli spazi riservati alle auto bianche. Tutti tranne uno: Marco M., 37 anni, ora indagato per lesioni gravi. Quando ha visto l'anziano scendere dalla macchina, lo ha insultato. Avrebbe anche offeso il ragazzo disabile: un colpo al cuore, per Cavallaro, che però ha fatto finta di niente. «Mi ha detto: 'Togli subito la macchina da là e vattene insieme a quel mongoloide' - racconta la vittima - Ho sorvolato, rispondendo semplicemente che sarei entrato in farmacia velocemente e che avrei spostato la macchina subito». Marco M., però, non ci ha visto più: ha afferrato il sessantenne per un braccio e lo ha scaraventato in terra. «Ho sbattuto la testa sull'asfalto e mi sono rotto due incisivi», ricorda l'anziano.

Cavallaro ha iniziato a gridare: «Urlavo, chiedevo aiuto, non riuscivo più a muovere le gambe». Aveva un femore fratturato e uno zigomo sanguinante. Ma il dolore più grande l'ha provato incrociando gli occhi del figlio, che ha assistito a tutta la scena. «Piangeva, si disperava, mi chiamava».



L'OMERTÀ

Invece di soccorrere l'anziano, alcuni tassisti avrebbero detto al collega di scappare. «Li ho sentiti - continua Cavallaro nella denuncia - Gli dicevano: 'Vattene che qui tira una brutta aria', disinteressandosi completamente di quello che mi era successo». Marco M. non se lo è fatto ripetere due volte: è salito sul taxi ed è fuggito. Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere di alcuni negozi. I filmati sono al vaglio degli inquirenti, che nei prossimi giorni decideranno se indagare anche i colleghi dell'aggressore. Cavallaro, rappresentato dall'altro figlio, Giuseppe, che fa l'avvocato, li ha denunciati per favoreggiamento: «Non si sono preoccupati per me, sono stato soccorso da alcuni passanti».

Il sessantenne è ancora ricoverato al San Giovanni Addolorata. Ha subìto un intervento alla gamba, ed è finito in terapia intensiva per una crisi cardiocircolatoria. I medici gli hanno diagnosticato lesioni guaribili in più di 40 giorni. Nel frattempo, il Campidoglio ha sospeso in via cautelativa la licenza del tassista che, subito dopo l'aggressione, era tornato in servizio. «Chi si macchia di queste azioni non può continuare a lavorare per un servizio pubblico di questa città», dichiara il sindaco Marino che, appoggiato dall'assessore alla mobilità Guido Improta, ha chiesto maggiore severità nei confronti degli autisti che commettono reati.
Venerdì 10 Aprile 2015 - Ultimo aggiornamento: 18:04

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