Roma, dopo il caffè arriva anche il "pasto sospeso": Chef Rubio e Erri De Luca per i migranti a Casetta Rossa

di Cristina Montagnaro
Prima era il caffé, pagato da uno sconosciuto e lasciato generosamente al bar per chi veniva dopo e magari non poteva permetterselo, un’usanza della tradizionale napoletana. Ora arriva il pasto sospeso, un’iniziativa nata un anno fa che si tiene a Casetta Rossa, nel quartiere romano della Garbatella, con la partecipazione dell'ex rugbista Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, e dello scrittore e poeta  Erri De Luca. Una buona occasione per far del bene con un gesto di solidarietà,  perché consiste nella possibilità di offrire uno o più pasti, ognuno per il valore di 5 euro, a chi vive in difficoltà.
 

Ed ecco allora che dalla mattina Chef Rubio ed Erri De Luca, hanno cucinato il pasto per i migranti e per tutti coloro che sono accorsi per questo compleanno particolare. Una zuppa di legumi propria della tradizione mediterranea, e una pasta corta con carota, sedano, cipolla, aglio e basilico, uno sfizio chiamato "il sugo senza fuoco" e un secondo di carne.

Erri De Luca racconta: «Questa è una pasta che mi cucino io la sera e la sto preparando oggi per celebrare quest’iniziativa che nasce da una tradizione napoletana del caffè sospeso - basta chiedere se c’è un pasto sospeso, non c’è nessuna colpa e vergogna a farsi pagare da mangiare; è un offrire una premura, senza sapere a chi, ma solo perché è bello farlo. Il popolo di Roma non si lascia imbonire da chi criminalizza i poveri e i cercatori di fortuna».

Più di 2.000 donazioni e oltre 3.300 pasti sono stati distribuiti in un anno ai migranti accolti da Baobab Experience e a tutte le persone del territorio in situazioni di disagio. Chef Rubio: «Sono felice di partecipare a questa progetto e  vorrei invitare le persone a darsi di più al prossimo e a prendere le distanze rispetto al populismo di chi sta in politica. Sto preparando una zuppa di legumi che raccoglie la cultura italiana e mediterranea e i tanti ragazzi che la assaggeranno spero che potranno riconoscere la loro terra in questo piatto».

Tra i ragazzi che aiutano lo chef c’è Kevin, 31 anni, del Gambia che sorride dimostrando che gli piace veramente questo lavoro e si sente realizzato. Maya Vetri di Casetta Rossa, aggiunge: «Oggi cuciniamo per tutti e vogliamo festeggiare la riuscita di questo progetto e speriamo che anche altre realtà raccolgano la nostra proposta.  Questa del “pasto sospeso” è solo una delle iniziative messe in campo per i migranti: vogliamo essere  un punto accogliente, una casa: facciamo corsi di italiano per stranieri, laboratori per bambini e in questi mesi abbiamo più volte realizzato le raccolte di materiali e di beni di prima necessità per i più bisognosi».

Per assaggiare le prelibatezze cucinate da chef Rubio e Erri De Luca e fare anche un gesto di solidarietà sono accorsi in tanti, adulti, ragazzi e persone del quartiere. Fiorenza e Ida sottolineano: «Siamo qui per solidarietà, è iniziativa meravigliosa che dà la possibilità a quelli che non possono permettersi un pasto, di mangiarlo e senza pagare. Noi diamo un piccolo contributo e partecipiamo con gioia per incrementare questo bel progetto».
Sabato 3 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 05-02-2018 17:53

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 14 commenti presenti
2018-02-05 20:15:11
Erri ,per favore non erri MA faccia le cose giuste!
2018-02-05 15:54:12
bravi.
2018-02-04 20:26:36
invece di cazzeggiare per pavoneggiarsi e farsi propaganda dovrebbero insegnare ai "migranti" che se vogliono mangiare devono guadagnarselo il pasto. Cosi' facendo non risolvono i problemi a nessuno ma speculano sui mendicanti di importazione e sul popolo italiano che lavora e li dovra' mantenere a vita con continue tasse che forse lor signori manco pagheranno. Coppia di fagiani inutili!
2018-02-04 20:21:42
e' ovvio che fanno mangiare ma ci mangiano pure loro e parecchio, come ?Lo scopriremo solo vivendo...
2018-02-04 10:35:18
la colpa e' solo dei politici e del clero che hanno fatto arrivare miliaia dipersone e poi le hanno lasciate sulle spalle dei cittadini.
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