San Cosimato come l'Olimpico, in 80mila sotto le stelle per ritrovare l'anima di Trastevere

di Marco Pasqua
Ci sono tanti modi per raccontare la terza edizione dell’arena cinematografica del cinema America di piazza San Cosimato, che oggi chiude i battenti dopo 69 proiezioni. Ci sono i numeri, intanto: 80mila persone, più di quante possano entrare nell’Olimpico, un crescendo (furono 60mila nel 2016, 30mila nel 2015). E poi gli ospiti: dal premio Oscar Asghar Farhadi a Bernardo Bertolucci, da Dario Argento, che ha fatto sbarcare l’horror nel cuore di Trastevere, a Carlo Verdone, da Luca Bigazzi a Nicola Piovani, da Gianni Amelio a Paolo Genovese, e ancora Anna Foglietta, Edoardo Leo. Un esercito di maestri del cinema che hanno voluto condividere con il pubblico la passione e l’amore per questo lavoro, ma, soprattutto, hanno cercato di aiutare a rendere unica l’esperienza vissuta (gratuitamente) in questa arena. Infine, ma certamente non per ordine di importanza, ci sono le voci di chi, ogni sera, è sceso dalla propria abitazione con tappeti, sgabelli e sedie, per sognare sotto le stelle e prendere parte ad un’esperienza collettiva unica per la Capitale.

«Non c’è nulla che possa eguagliare la sensazione di vivere il cinema insieme, seduti a terra, sotto il cielo buio. Stare qui è essere parte di qualcosa di più grande e di più importante – sottolinea Fatima Corinna Bernardi, 23enne, spettatrice dell’arena – Questo cinema è educativo e ti include in un meccanismo sano, vivace, attivo». E poi, Anna, di 85 anni, storica residente e tra le più battagliere sostenitrici di questo progetto: «E’ un evento che fa bene al rione, perché siamo in tanti ad uscire dalle case per prendervi parte. Questa arena permette a Trastevere di preservare la sua anima viva e popolare». Tra il pubblico c’è anche una bimba di 7 anni, che una sera ha preso per mano l’amica e le ha sussurrato: «Hai visto quanto è più bella la piazza adesso che c’è il cinema?».

Dietro a questo schermo e al proiettore, c’è un gruppo di 23 ragazzi e ragazze, innamorati di un’idea che sono pronti a difendere con una passione e un vigore poco diffusi tra i coetanei, e capitanati da Valerio Carocci, sempre in equilibrio tra sogni da realizzare e realtà da difendere. «Se il Comune avesse la lungimiranza di valorizzare questa esperienza, anziché ostacolarla – afferma il leader dell’ America alla vigilia dell’ultima notte – saremo disponibili ad esportare il nostro modello culturale nella periferia della città. Oltre San Cosimato 2018, per la prossima estate abbiamo già individuato una location nella zona di Rebibbia, per una seconda arena. Ma per fare questo, il Comune dovrà fare la sua parte, come del resto hanno fatto quest’anno Municipio I, Regione e Mibact».
 
 

E per una piazza trasteverina che è riuscita a non morire, a poche centinaia di metri altre – da Trilussa a San Calisto – sono assediate da un degrado che solo la cultura, a oggi, sembra essere in grado di sconfiggere. «L’energia di questo luogo – ha detto Rocco Papaleo – e la cultura che porta avanti è l’unica possibilità che ha questo Paese per evolversi». «Ho vissuto in questa piazza per 28 anni – il commento di Gianni Amelio – e non l’ho mai vista così bella».

Si spengono i riflettori sulle notti sotto le stelle, ma non sul sogno di poter far rivivere altre piazze di questa città grazie a un’esperienza che ha anche restituito ai romani la voglia di stare insieme.
 
Marted├Č 1 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 03-08-2017 14:23

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
  • 4,4 mila
QUICKMAP