«Noi generazione Z, ma gli sdraiati siete voi»

di Maria Lombardi
Generazione Z, i giovani
italiani meno felici
d’Europa

@paoloboz

Eccoci, siamo noi. Gli sdraiati. Non è così che ci chiamate? Quelli che se ne stanno sul divano, tra le briciole, attaccati allo smarthphone. Mica siamo pigri, solo comodi. Che ci trovate da ridire, boh! Sì, sempre noi, quelli della generazione boh! Vi piace così tanto trovare definizioni. Quelli che non sanno che fare o che dire (proprio sicuri che sia così?). Che vuoi fare da grande? Boh! Cosa pensi della politica? Boh! «Più punti interrogativi che punti di riferimento», anche Fedez ci vede così. Adesso tutti questi boh! ignorati, di cui fino a ieri fregava molto poco, diventano domande e le risposte non ci sono. Vi chiedete: che faranno il 4 marzo i ragazzi del ‘99 o i nati nei primi mesi del Duemila, insomma la generazione Z per chi voterà? E soprattutto andrà a votare? Dateci una buona ragione per alzarci dal divano e andare a votare. E noi lo faremo, promesso. Non è una provocazione, siamo serissimi. Entrate un attimo nella nostra testa, provate voi a crescere con tutti questi boh!, a guardare il futuro e doverlo immaginare con un fuso orario diverso, a chiedervi quale sarà il vostro paese, che lingua parlerete per vivere, a inventarlo il lavoro e non cercarlo. Chiediamo solo una cosa: vorremmo non essere costretti a fuggire da qui. Chiediamo troppo? Forse. Ma di promesse ne sentiamo tante, da mesi, non una che ci riguardi. Vi siete rassegnati a vederci andare via, questa rassegnazione non ci piace. E poi dite che gli sdraiati siamo noi.
Domenica 7 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 01:07

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