Nel manuale per le ragazze mancava il drink

di Maria Lombardi
Le analisi sono chiare: droga
dello stupro. E felicitazioni,
un minuto di più e mi sarei 
trovata in situazioni peggiori 

@dandeeleon

Sarebbe bello, quel mondo lì. Libere di andare ovunque a qualsiasi ora, ci pensano le donne a rendere sicure le strade, attraversandole. Niente più raccomandazioni alle ragazze, portate i vostri short dove vi pare, pure nelle vie più buie. Sarebbe magnifico. Ma di mondo c’è questo, qui meglio restare diffidenti e impaurite. Con un dubbio, però: non è che abbiamo esagerato con ansia e divieti? Non è che abbiamo reso fragili e insicure, queste figlie, a forza di manuali di comportamento? Poi un’amica ti racconta dell’altra notte. La figlia, 20 anni, è con un gruppo di ragazze in discoteca. Un tipo che conosce di vista la invita al bar, un gin tonic, grazie. Finalmente qualcuno che offre. All’ultimo sorso lei si sente confusa e poi non ricorda più niente. Dieci ore di black-out, si risveglia in un letto che non è il suo. È stata fortunata, l’amica l’ha vista un po’ troppo stralunata, ha intuito il pericolo e l’ha portata via dalla discoteca appena in tempo. Più fortunata dell’altra ragazza del gruppo finita qualche settimana fa in ospedale, nel suo bicchiere tracce di Mda, un’anfetamina. Il manuale di comportamento non è sbagliato, solo incompleto. Bisogna aggiungere: non accettare drink da sconosciuti, nei locali circolano le droghe dello stupro, fanno perdere coscienza e memoria, e chiunque può fare di te quel che vuole. Continuiamo a credere in quel mondo lì, illuminato dalle donne, i sogni fanno bene. Finché non sarà così, occhio ragazze. 

maria.lombardi@ilmessaggero.it
Venerdì 29 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 30-09-2017 18:21

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