Roma e l'algoritmo del traffico... che nelle altre città non funziona

di Davide Desario
Manifestazione in piazza
della Repubblica
tutto bloccato in zona, vigili
nel pallone non danno indicazioni
@paoloppa

Se sopravvivi a Roma, puoi vivere benissimo ovunque. Perché la Città Eterna è una palestra senza eguali che allena i suoi cittadini ad ogni sorta di inefficienza e complicazione.

I romani ormai sono abituati a pianificare le loro giornate tenendo sempre conto di una serie di imprevisti e problemi. Chi si sposta in macchina o scooter, per esempio, sa benissimo che potrà trovare: il Raccordo paralizzato anche per un banale incidente; un incrocio intasato perché il semaforo è rotto e non ci sono vigili; una consolare trasformata in un serpentone di lamiera perché il servizio giardini ha deciso di potare gli alberi proprio nell’ora di punta; un vicolo bloccato per una vergognosa doppia fila e il centro in tilt per il sit-in dei marmisti di Massa Carrara o per corteo dei pescatori di Mazara del Vallo. Chi usa i mezzi pubblici sa bene, invece, che la metro è un “treno chiamato desiderio”, che i bus passano con frequenza quasi oraria e spesso si fermano per guasto.

Insomma per andare alla stazione Termini a prendere un treno, o al Gemelli per una visita medica, i romani calcolano i tempi con un algoritmo tutto loro che tiene conto delle infinite e probabili complicazioni.
Poi, però, quando si trovano in altre città, l’algoritmo salta. E così sulla banchina della stazione di Milano o di Firenze ad aspettare il treno trovi solo loro. Il treno non è in ritardo ma sono i romani che sono arrivati troppo in anticipo temendo quelle inefficienze che nelle altre città sono le eccezioni e non la regola.
Martedì 9 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:07

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