Quelle vie sparite, un film che non ha fine

di Maria Lombardi
lavori fantasma 
su viale della Moschea

@PatCronache

Capita di fare la stessa strada, ogni giorno, e un giorno non trovarla più. Puff! Sparita. C’è una rete verde, il cartello che indica la Salaria coperto da una X rossa. La rampa è cancellata, per il momento. Andare a destra, dall’Olimpica, non si può. Chi vuole raggiungere il centro deve girare per Prati Fiscali e poi girare a destra e poi a sinistra e di nuovo a sinistra. Allungare e incastrarsi in altre code, come se non ne avessimo già abbastanza. A fin di bene, rassicura il Comune, si lavora per voi. Stiamo rifacendo un tratto della ciclabile, che di ciclabile non aveva più nulla. Tempo un mese e lo svincolo ricomparirà. Senonché: a Roma un mese non è mai di trenta giorni - a volte è per sempre - e dunque chissà ancora per quanto resterà la rete. E poi: avete notizie di viale della Moschea? Un’altra via sparita. Era il 25 giugno, faceva caldo, si andava a 10 all’ora. E poi ci si fermò. Non fa più caldo, sono passati 5 mesi e quella strada “sgarrupata” chiusa 5 volte in due anni è tuttora impacchettata da transenne e nastri arancioni. Tutti contenti quando è stato riaperto un pezzetto tra via di Ponte Salario e la tangenziale. Allora, ci siamo, si parte con i lavori. Macchè. Anche lì, ci sono voluti mesi per fare due rattoppi che sarebbe bastata una notte. Ogni giorno è lo stesso giorno nella città marmotta. Tutti prigionieri dell’identica mattina, come Bill Murray in “Ricomincio da capo”. Si ricomincia in fila, sull’Olimpica o altrove. Ma com’è che siamo finiti in questo film che sembra senza fine?
Venerd├Č 24 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:20

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