Turisti in fuga col drone, ignorando i divieti

di Raffaella Troili
Drone sul Pantheon a Roma,
denunciato turista americano.
Si è giustificato precisando
che il buco sul tetto c’era già prima

@ArsenaleKappa

Perché accontentarsi di sorci suggestivi e non andare in cerca di scorci mozzafiato? Ogni giorno un drone s’alza in cielo e un turista vola in alto, scappa da questa Roma sporca e sciatta, la osserva in tutto il suo splendore. Da lontano tutto è più lieve, dolce, sfumato. Forse è per questo che se la rischiano: non c’è giorno che un “pilota” non venga fermato portato in Questura trattato giustamente con tutte le precauzioni riservate a un possibile esponente dell’Isis e ne esca dopo ore con una denuncia e il drone sequestrato. Eppure, il divieto di sorvolo viene violato, a volte per ignoranza a volte perché la capitale dall’alto lascia senza fiato. In volo con il drone sopra cupole, tetti e lungotevere, il caos, l’immondizia, il degrado, non si vedono più. Anche il fiume verdognolo sembra pulito. Forse per questo i turisti, nonostante poi il prezzo alto da pagare, insistono a mandare in volo sofisticati droni per catturare immagini di una città che tutti vorremo vedere più bella. 

I turisti con le ali, senza macchia e senza paura, scelgono un luogo, chiudono gli occhi, iniziano a volare, si abbandonano. C’è tutta Roma da scoprire, dicono sia una droga, chi resta a livello stradale non può capire. Figurarsi un turista di passaggio, offeso dal degrado dilagante e con la voglia di tornare a casa con una cartolina unica della capitale, un ricordo della Roma trionfale. Ce la mette tutta, sfida pure la legge (!). Poi atterra, il drone è sparito, ben tornato a Roma, tra i comuni mortali.
Mercoledì 11 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:15

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
QUICKMAP