Un TripAdvisor sui “rifugi” di fortuna

di Mario Ajello
“Basta fomentare odio  tra poveri, ammassandoli in posti squallidissimi” 
@lellogboy

Bisognerebbe dare le stelle, come per gli alberghi, e fare le recensioni, come su TripAdvisor, ai rifugi e agli inferni in cui vivono o sopravvivono gli immigrati a Roma. In quelle centinaia di edifici, che spesso sono pessimi e altre volte più decenti, diffusi in tutta la città. Io lì non voglio andare, preferisco andare da un’altra parte. Io qui vivo non male, e guai a chi mi caccia. Li senti spesso parlare così tra di loro, o con chi capita, gli occupanti di questi palazzi o palazzacci o discariche umane. E allora? Quattro stelle all’ex scuola Otto Marzo, occupata alla Magliana da anni e anni a ridosso della ciclabile lungo il Tevere. Conti il numero di antenne paraboliche e ce ne saranno un centinaio per tre o quattrocento inquilini inamovibili. L’edificio è pessimo ma non più del normale, ha il parco giochi e anche lo spazio per parcheggiare le auto (che non mancano). I romani che abitano lì intorno sono infuriati: «Questi vivono nel lusso, non pagano tasse né bollette e prima o poi li cacceremo a calci». La violenza, speriamo di no. All’opposto, nella graduatoria, mezza stella (ma forse sarebbe meglio parlare di stalla) va data alla fabbrica abbandonata sulla Tiburtina, a 300 metri dal carcere di Rebibbia, che è un pantano di umidità senza pareti (solo quel che resta dello scheletro dell’edificio) in cui ragazzi africani dormono in mezzo alla pipì e ai topi che si litigano la spazzatura con i piccioni. La recensione di questi luoghi terribili potrebbe continuare a lungo. Quanto la vergogna di Roma ridotta così.
 
mario.ajello@ilmessaggero.it
Domenica 1 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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