Roma, raid al centro antiviolenza di Tor Bella Monaca. «E' un'intimidazione»

di Laura Bogliolo
Raid nella notte di sabato al Centro antiviolenza Marie Anne Erize Tor Bella Monaca, in via Amico Aspertini. «domenica mattina - spiega Stefania Catallo, responsabile del centro, - doveva passare la Croce Rossa per consegnare degli aiuti da parte della nostra stuttura. Il  lucchetto che chiude la catena di sicurezza della porta era aperto, ed entrando abbiamo trovato gli ambienti messi a soqquadro. Una intera cassettiera da scrivania, della quale non abbiamo mai avuto la chiave, è stata sottratta, e il contenuto del tavolo rovesciato sul pavimento». I malviventi hanno calpetstao anche gli abiti da sposa che il centro doveva esporre al Maxi il 18 luglio. 

Catallo parla chiaramente di «grave intimidazione, rivolta non solo a noi ma a tutte le donne che rappresentiamo. Possiamo chiamare così questo atto in quanto, se si fosse trattato di un furto, oltre alla cassettiera sarebbero state sottratte altre cose, fatto che invece non è accaduto».

Il centro anti-violenza, all'interno del VI Municipio, è sotto sfratto. «I locali saranno oggetto di un bando come è giusto che sia - aveva detto Roberto Romanella, minisindaco pentastellato del municipio - al centro anti-violenza l’immobile era stato dato con affidamento diretto tra l’altro scaduto, formula che a noi del M5S non piace affatto ». Una delibera comunale del 2007 destinava invece gli spazi usati dagli anziani a iniziative culturali.  Catallo,  ambasciatrice del Telefono Rosa, ha annunciato il ricorso contro il provvedimento.  L'8 marzo ha creato in Romania il primo (e unico) centro anti-violenza. «Dal 2011 a oggi abbiamo dato assistenza a circa 2.000 donne» aggiunge.

 
Marted├Č 20 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:05

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